Risalendo la Val Varatella, nella bella e mite terra ligure, si incontrano spigolose montagne calcaree dolomitiche di colore grigio perla, intervallate da alcuni valloni che accolgono, gelosamente, numerose caverne naturali, alcune delle quali visitabili. Sono le Grotte di Toirano, in provincia di Savona.
A tre chilometri dal mare, contando una piccola popolazione di duemila anime, il borgo di Toirano è la via d’accesso al mondo sotterraneo della Liguria. L’ingresso alle Grotte si trova a circa trecento metri di altezza rispetto alla biglietteria. Una passeggiata in salita durante la quale si scorge la maestosità delle montagne e la fitta vegetazione sottostante. Al termine del ripido percorso, un cancello si svela ai viaggiatori della terra ipogea.
Preceduti dalla guida, si entra, passo dopo passo, lentamente nel complesso delle Grotte. Si tratta di più cavità collegate tra loro artificialmente. La Grotta della Strega, di spettacolare fascino, la Grotta del Colombo lunga una cinquantina di metri, la Grotta di Santa Lucia.
Un luogo suggestivo e meraviglioso, difficilmente descrivibile. All’interno si procede lungo rampe e scalinate scavate nella roccia e le pareti della Grotta appaiono lucenti. Il secolare lavorio dell’acqua le rende levigate, dall’aspetto morbido come se fossero di gomma. Le stalattiti appuntite sembrano spade di Damocle sui capi dei visitatori, le stalagmiti che si ergono dal basso, formano imponenti colonne di pietra quando si incontrano con le prime.
E’ un mondo unico nel suo genere, privo di paragoni. Una sorta di cattedrale della natura. Ogni forma insolita della Grotta acquista vita ed essenza. Ora si nota una roccia dalle fattezze umane, ora animali. E’ sempre una scoperta e ogni persona individua qualcosa di personale. Per ogni viaggiatore il viaggio è sempre diverso, nonostante il luogo e il momento siano i medesimi.
Si cammina sotto terra lontani dai soliti rumori, circondati solo dalle sculture create dalla natura. Si possono osservare chiaramente le testimonianze, ovvero le numerose ossa di antichi orsi (Ursus spelaeus) che abitavano le Grotte o le sceglievano per il loro letargo, ma anche le impronte dei nostri stessi antenati. Segni del passaggio di uomini preistorici di circa dodicimila anni fa. Segni catturati dal fango del pavimento e conservati grazie alle temperature sotterranee. Forse, si addentravano nelle cavità del pianeta per motivi rituali.
La sala più spettacolare di tutte, quella che lascia letteralmente senza fiato e che consente solo qualche esclamazione di stupore si trova nella Grotta della Bàsura (della Strega) ed è chiamata l’antro di Cibele. Qui si trovano delle grandiose colate di alabastro di colore giallo chiaro e ambienti di concrezioni mammellonari.
E’ come essere circondati da enormi colonne dalle forme tondeggianti. E’ un mondo in cui tutto appare morbido, fatto di ovatta. Cascate immobili di panna in mezzo alle quali si passeggia. Nuvole di pietra incastrate nelle Grotte. Infine, per salutare questo luogo di incanto, si attraversano spaziose sale dagli alti soffitti in cui luci colorate e musica, all’unisono, creano atmosfere ancora più suggestive.





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