Nel centro di Parigi, esiste una fermata della metropolitana chiamata Les Halles, letteralmente “capannoni destinati al commercio”.
Oggigiorno, questi capannoni non esistono più, altro non sono che un enorme centro commerciale, ma non è così da sempre.
La storia inizia nel 1183, quando il Re di Francia Filippo Augusto decise di costruire i mercati generali a Parigi, finanziandoli anche con le proprietà confiscate agli ebrei espulsi dalla Francia nel 1182.
L’attività delle Halles fu da subito particolarmente fervida e redditizia: vi si commerciava ogni genere di prodotti, in particolare alimentari.
Nel 1851, Napoleone III ordinò all’architetto Victor Baltard la costruzione di ombrelli in ferro battuto, per migliorare l’estetica dei padiglioni, architettura che rimase intatta fino al 1969.
Questo anno, fu particolarmente triste per Les Halles, che, per problemi di traffico eccessivo nel centro città, furono trasferite a Rungis, paesino di provincia.
Purtroppo, tutti i padiglioni, tranne due, furono distrutti e, per oltre dieci anni, rimase un buco, di cui i parigini si ricordano ancora oggi.
Alla fine degli anni Settanta, fu avviato un importante progetto di ricostruzione che portò a quello che oggi sono diventate Les Halles: una sorta di tempio dello shopping su quattro livelli.
Negozi di abbigliamento, di elettronica, di arredamento, spesso marchi stranieri di multinazionali, nonché un enorme spazio per il tempo libero, con cinema multisala, biblioteca, videoteca, spazio per mostre e sala da biliardo.
Le vecchie Halles sono rimaste nella memoria dei parigini non più giovanissimi, ma chi vuole riviverne le gesta, può ritrovarle nel romanzo di Victor Hugo Le Ventre de Paris,
Le vicende, narrate nell’ottica naturalista del tempo, si svolgono proprio al loro interno.




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