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Le Mont Saint Michel: tra sabbia e mare - foto : Mont Saint Michel © afloresm
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Le Mont Saint Michel: tra sabbia e mare

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Le Mont Saint Michel è uno dei siti storici più famosi e amati di tutto il mondo: l’abbazia controlla dall’alto il borgo antico sottostante, il mare con le sue inarrestabili maree, accerchia totalmente la rocca medievale.

E’ stata chiamata “La Marveille”, e nessuna definizione è stata mai più appropriata. Quest’anno, qualsiasi viaggiatore particolarmente sognatore, non potrà rinunciare alla sua visita, dato che ricorre il milletrecentesimo compleanno dell’abbazia.

La legenda vuole che durante una notte di Ottobre del 708, l’Arcangelo Michele, sia apparso ad Aubert, vescovo di Avranches e gli abbia ordinato di costruire un santuario sul monte Tombe, piccolo isolotto di granito nel mezzo della baia. Tale monte non era altro che uno scoglio, che si alzava sul piatto litorale.

In molti tentarono, attraverso gli anni, di raggiungerlo durante le tregue del mare, le basse maree, ma soltanto pochi riuscirono a tornare indietro terrorizzati, raccontando di come le onde improvvise, che procedevano con la velocità dei cavalli al galoppo, inghiottirono i loro compagni, oppure come altri persero la vita, risucchiati dalle sabbie mobili.

Il vescovo rifletté quindi sull’assurdità di tale impresa e continuò a meditare per tre giorni, quando, la mattina del quarto giorno svegliatosi con un terribile mal di testa, venne colpito al volto da una luce molto intensa, che puntava i suoi occhi e d’improvviso gli apparve nuovamente l’arcangelo Michele che, questa volta in termini perentori, gli rinnovò la richiesta.

A questo punto Aubert, non poté tirarsi indietro e decise di dare il via ai lavori per la costruzione dell’abbazia. La legenda sostiene che il dito dell’arcangelo puntato contro il suo volto, gli provocò un buco in testa, che non si chiuse mai.

Oggi possiamo ammirare un raro esempio di perfezione, una meraviglia, che è il frutto del connubio tra opera umana e opera della natura.

Attualmente, Mont Sain Michel è il risultato di innumerevoli calamità naturali, eventi atmosferici violenti, successive opere di ricostruzione, impreziosimenti, cambi di stile e anche azzardi architettonici.

Così, è in eterno cambiamento dall’antichità sino quasi ai giorni nostri, fino al 1987, anno in cui venne aggiunta la statua di San Michele sulla guglia del campanile, ultima opera di questa struttura in continua evoluzione.

Per questo borgo ai limiti del creato, non potersi sviluppare in orizzontale, a causa del mare che lo circonda totalmente, poteva essere un difetto, in realtà si è rivelato un pregio, l’essenza stessa di questo monte, che “ha scelto” quindi di crescere in verticale. Chissà fino a dove sarà capace di arrivare, forse fino al cielo, sempre più vicino a Dio.

Da sempre acqua e sabbia, le bellezze di questo luogo surreale, sono state considerate un limite per la realizzazione di qualsiasi opera ingegneristica. Oggi possiamo sostenere invece che siano state la sua fortuna.

Per anni, ho sfogliato riviste, ho osservato estasiata, spot pubblicitari che ritraevano Mont Saint Michel e sognavo di visitarla. Questo è possibile dal 2001, grazie alla realizzazione di una strada di soli due chilometri, che consente di arrivare alla rocca, in qualsiasi momento, nonostante le maree, addirittura in auto.

Questo borgo, sorto fuori da ogni luogo comune, è divenuto nel corso degli anni, una delle mete turistiche più apprezzate ed ambite, tanto da divenire simbolo dell’intera Francia più della ormai “inflazionata” Tour Eifelle.

La piramide dell’Arcangelo, come viene definita dagli autoctoni, è davvero un esempio di perfezione non dimostrabile, che va al di là di ogni limite strutturale imposto dalla sua stessa bellezza: il mare.

Chi ha potuto osservare il sopraggiungere della marea dall’alto dell’abbazia, non potrà dimenticarla: il mare che scompare per poi tornare di nuovo è certamente uno degli spettacoli naturali più incomprensibili e unici di questo strano mondo.

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"Da Parigi alla luna" di Adam Gopnik - Guanda, 2011



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