« Circo Flaminio, eredità di Roma Da Alleghe ai Piani di Pezzè »


Le chiese rupestri del Tigrai - foto : Scorcio paesaggistico del Tigrai, Etiopia © Monica Genovese
Scorcio paesaggistico del Tigrai, Etiopia © Monica Genovese
04.02.2010

Le chiese rupestri del Tigrai

di Monica Genovese

Etiopia settentrionale. Regione del Tigrai. Paesaggi stupefacenti, natura lussureggiante di un verde intenso, vallate profonde e montagne dalle vette ripide e scoscese. Questa zona dell’Africa ammalia lo sguardo di ogni viaggiatore che osserva stupito o viene avvolto dalla fitta e densa nebbia che, d’improvviso, nella stagione delle piogge, si disegna nell’aria come un acquarello.

Qui, in questa remota parte del mondo, nel Corno d’Africa, si trovano le più spettacolari e difficili da raggiungere chiese e monasteri rupestri. Antichi edifici ben conservati che, in cima ai monti negli anfratti più sperduti, celati dalla vegetazione, si stagliano in tutta la loro magnificenza.

Centoventi chiese circa abbarbicate sui picchi montani del Tigrai. Alcune sono visitabili solo agli uomini, mentre l’ingresso è vietato alle donne e a tutti gli animali di sesso femminile.

Ogni monastero, dalla pianta circolare, presenta al suo interno ricchi affreschi colorati coperti da spessi tendoni scuri e molti di questi raffigurano personaggi dall’aspetto inquietanti. Divoratori di esseri umani e santi convivono sulla stessa parete a far bella mostra di se.

In ogni chiesa, celata alla vista di tutti, tranne che dei preti, si trova, secondo la tradizione etiope, una copia dell’Arca dell’Alleanza, la cui versione originale venne sottratta da Gerusalemme e portata in Etiopia nel primo millennio a.C. dal sovrano Menelik. Oggi si ritiene che si trovi nella chiesa di Santa Maria di Sion nella città delle stele Aksum.

Le strutture religiose del Tigrai sono accessibili solo con un buon passo da trekking, impegno e volontà. Per raggiungerle, spesso è necessario camminare per due, tre ore in salita, arrampicandosi lungo le pareti rocciose dei monti.

La difficoltà è media, ma l’altitudine della zona, e il fango lasciato dalle piogge, non aiuta, la respirazione mentre si scala. La prudenza è indispensabile, soprattutto se – come capita – si viene sorpresi da un temporale.

In questi casi, numerosi ragazzini, con molta insistenza e, a volte, in maniera fastidiosa, si offrono, dietro compenso, di accompagnare i viaggiatori lungo la salita ai monasteri. Il loro passo è veloce, scaltro e abituato all’asprezza del territorio.

Rappresentano una buona guida. Conoscono la via di arrampicata più sicura e stabile, ma, vista la miseria del Paese che spinge anche i più piccoli ai furti, è bene fare attenzione al portafogli.

Una delle chiese meno accessibili, la più antica d’Etiopia e aperta solo al pubblico maschile è Debre Damo, risalente forse al X, XI secolo, in stile architettonico aksumita. Si trova su un’amba, ovvero la sommità piatta del monte dal quale fa capolino senza celare ciò che rappresenta, un minuto mondo autonomo dove sacerdoti, giovani e vecchi, vivono coltivando la terra da soli e pascolando il loro gregge, così da non scendere mai, o quasi mai, a valle.

Per salire a Debre Damo servono mani, piedi e una corda. Gli uomini, in fila, uno dopo l’altro, aspettano in basso, sotto la chiesa, di venire issati dalle forti braccia di un prete del posto. Letteralmente.

Bisogna farsi tirare su tramite una vecchia corda il cui odore sembra ricordare quello delle capre, aiutarsi con le mani e spingersi con i piedi per circa una quindicina di metri. Una sensazione – così raccontano i visitatori maschi – intensa e un po’ ansiosa, ma di sicuro effetto. Lascia il segno, insomma. Per tornare giù? la medesima storia. Ovviamente, al contrario.

LIBRI

Gli occhi del soldato Achille Zorzin

"I miei occhi hanno visto cose spaventose Memorie militari, senza data, del soldato Achille Zorzin" di E. Calligaris - Circolo Ricreativo Sportivo Filodrammatico Versa, 2009

Non spaventarti Federico

"Non spaventarti Federico" di Olivia Piro - Infinito Edizioni, 2009



comment Lascia un commento a "Le chiese rupestri del Tigrai"

I campi contrassegnati da (*) sono obbligatori.



 


Scopri il mondo con noi





I Commenti più recenti
- mary su Il Taj Mahal, opera d’amore
- Narrante Silvano su Massawa, dune salate d’Africa
- Davide su Dove gli uomini diventano eroi
- angela su Massawa, dune salate d’Africa
- CINZIA MINOJA su Massawa, dune salate d’Africa
- Fabio Castano su Macugnaga, magia al Lago delle Fate 2

Le mete più cliccate
Irlanda - Londra - Regno Unito - Thailandia
Egitto - Parigi - Francia - Barcellona - Spagna
Praga - Siviglia - Messico - Cina - Il cammino di Santiago - Lisbona - Italia - Venezia - Ipsos
Grecia
- Berlino - Germania - Turchia







FOTO
  • Calabria, tele di pietra e acqua - foto : Diamante (Cs), i murales del Centro Storico © Anna Maria Colonna
  • L’Egitto dall’alba silenziosa - foto : Sinai © Laura Zunica
  • Mapping Contemporary Venice - foto :
  • Israele, puzzle incompiuto - foto : Israele, Eilat © Marta Forzan
  • Croazia, al largo con gabbiani e farfalle - foto : Isole Kornati (Croazia) © Luca Ferrari
  • Inisheer, la più piccola delle Aran 2 - foto :
  • Svezia insulare - foto : Isole Koster, Valfjäll © Luca Ferrari
  • Vietnam, languida e vitale Saigon - foto : Vietnam, Saigon © Tonj Lardani
  • Arcipelago dalmata - foto : Dalmazia, centro cittadino dell’isola di Pag © Luca Ferrari
  • Inisheer, la più piccola delle Aran 1 - foto :
SCELTI PER VOI

Reportage

Addis Abeba, capitale d’Etiopia
di Monica Genovese

Addis Abeba, capitale d’Etiopia - foto : Al mercato di Addis Abeba © Monica Genovese

Difficile da descrivere. Può attrarre o respingere, ma innegabilmente è una metropoli unica nel suo genere. Qui vecchio e moderno si fondono e si scopre anche un pizzico di Italia.

Reportage

Lalibela, la Petra africana
di Monica Genovese

Lalibela, la Petra africana - foto : Bet Giyorgis, Lalibela, Etiopia © Monica Genovese

Il cuore del corno d’Africa cela un antico segreto, una città sacra dell’Etiopia settentrionale scavata nella roccia rossa. Undici chiese rupestri che sorgono dalle viscere della terra.

Reportage

Wilsons Promontory, Australia
di Marina Freri

Wilsons Promontory, Australia - foto : Tabourie Lake, tramonto ai confini del mare © Marina Freri

Il tramonto viola di Tabourie Lake, prima tappa di un viaggio on the road dalle spiagge di Sydney verso il parco nazionale di Wilsons Promontory nel Victoria.






il reporter raccontare oltre il confine è testata registrata presso il Tribunale di Vercelli n. 4/2010 | © 2007-2010 il reporter