Un sorriso divertito. Del pop-corn caduto sotto la sedia. Un ballo. Una passeggiata. Il rumore di un televisore in bianco e nero. Il frastuono di un’azione eroica. Un’inquietante scalinata. Uno sguardo che asciuga un fazzoletto.
Per dieci giorni sarà un’isola in smoking. Quella del Lido di Venezia. Consueto e prestigioso anfiteatro per la kermesse cinematografica più prestigiosa, che scatta nella giornata odierna, nel cuore della laguna. E si sa. Chi passa per Venezia, lascia il segno.
Nel corso degli ultimi mesi, si sono rincorse le notizie su chi ci sarebbe stato. Su che film sarebbe stato proiettato. Su quale divo avrebbe fatto dormire notti insonni ad adolescenti e non. Adesso ci siamo. Lo spettacolo può iniziare.
Aldilà dei lustrini però, delle luci e di tutto quel magico effetto che anche in questa 65° edizione, la Biennale di Venezia ha saputo ricreare, quello che davvero conta sono le storie. I veri specchi (anche retrovisori) del nostro tempo. O magari di quello che vorremo noi venisse.
Siamo tutti pronti. Chi con la telecamera. Chi col taccuino. Chi con le semplici mani per applaudire (o fischiare), perchè questa è anche una festa. Che ci fa sentire protagonisti. Che ci rende soggetti unici per ispirare i grandi registi, con i nostri amori e le nostre lacrime.
Ma siccome trattasi di concorso, c’è bisogno di una giuria. E quest’anno, a presiederla, c’è Wim Wenders (il celebre regista di tante indimenticabili pellicole fra cui Così lontano così vicino, Lisbon story, etc.). Ad accompagnarlo, altre importanti personalità fra cui il regista John Landis e l’attrice nostrana Valeria Golino.
A dare il benvenuto al gigantesco flusso di pubblico, star e addetti della stampa, un inedito allestimento con al centro tre Leoni d’oro, realizzati da uno che se ne intende “appena” di scenografia. Mr Dante Ferretti, emigrato di lusso negli States, con già due Oscar nel carnet (per The Aviator nel 2005 e Sweeney Todd nel 2008) e altre otto nomination.
A dimostrazione del carattere cosmopolita del festival, ad introdurci poi nei meandri fantastico-realistici di questa nuova edizione, ci penserà una delle più note attrici russe di cinema e teatro, lady Ksenia Rappoport, vincitrice del David di Donatello 2007 come miglior attrice protagonista per La sconosciuta di Giuseppe Tornatore.
Toccherà invece a Natalie Portman (classe ‘81), lunedì 1 settembre, accendere la fiaccola di una sezione molto speciale: Corto Cortissimo, il concorso internazionale di cortometraggi. Sarà proprio Eve, l’esordio dietro la macchina da presa dell’attrice americana, a dare il via.
Emozioni immortalate. Pensieri e sensazioni che prendono la forma di un racconto dai tanti volti. Si alzi orsù il sipario, è l’ora desulla 65° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.





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