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Malatya, la città dei camminatori

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Malatya, a nord del mitico Nemrut Dagi, il monte alla cui sommità, 2000 anni fa, il re Antioco I si fece seppellire sotto un tumulo artificiale a 2150 metri d’altezza, per poter riposare vicino agli dei.

Città caotica di gente a piedi. Gente che cammina. Camminano tutti, avanti e indietro, ininterrottamente. Fra le strade delle botteghe di oggetti di rame e le bancarelle di albicocche.

Numerose reclute dell’esercito si muovono nel caotico via vai dei passanti. Dormono negli alberghi spartani dietro la Posta Centrale, in strutture con le porte sfondate, i rubinetti dei bagni comuni senz’acqua.

Nella piazza intitolata ad Ataturk un gruppo di musicisti curdi intona una canzone popolare. I camminatori si fermano ad ascoltare. Sembra tutto pacifico e normale.

Peccato che fra i musici e il pubblico, prevalentemente curdo, ci sia uno schieramento di militari coi mitragliatori puntati sulla folla.

A Malatya si può ascoltare la musica delle minoranze in strada ma non si può partecipare, ballarla, muoversi, rivendicare la propria appartenenza diversa da quella dello Stato dominante. Non rimane che stringere i pugni e riprendere a camminare.

Ai giardini pubblici, dove i perdigiorno che hanno imparato l’inglese nelle basi americane quando facevano i lava pavimenti o gli sguatteri per i soldati statunitensi, scroccano sigarette ai pochi turisti, prendono il sole fra le fratte degli alberi, sonnecchiano.

Qualcuno si intrufola alla Akasaray Lokantasi per gustarsi l’ottimo kebab allo yogurt, qualcun’altro si riposa davanti all’entrata dei bagni pubblici, sotterranei e giganteschi come una piazza d’armi.

L’aria è buona a Malatya, è l’aria che ti fa muovere, è l’aria che trasporta problemi, speranze e inconcludenza e rende vano anche il mercanteggiare, così tipico, usualmente, nelle altre città della zona.

Camminando e camminando si arriva a Eski Malatya, con le rovine del caravanserraglio fatto costruire da Mustafa Pasa e il lago, dove immergersi, nuotare, purificarsi.

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LIBRI

La Turchia a cavallo di un fez

"La Turchia a cavallo di un fez" di Jeremy Seal - Feltrinelli Traveller, 2000

Mamma li Turchi

"Mamma li Turchi - in bicicletta nelle terre dell’Apocalisse" di Emanule Bellini - Polaris, 2011



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