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La Certosa di Pavia 2 - foto : Certosa di Pavia © sedoglia
Certosa di Pavia © sedoglia

La Certosa di Pavia 2

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Lo spazio è immenso, il tempo sembra congelato dalla vastità di ciò che ti attende. Hai oltrepassato la porta che divide il chiostro piccolo, usato dai monaci per l’incontro e la meditazione, dal chiostro grande, quello della vita quotidiana.

Le misure dicono molto: il prato è lungo 125 metri e largo 100. Tutto intorno, sotto il porticato, ci sono le 24 abitazioni dei monaci che formano la “famiglia dei certosini di Pavia”.

Il frate che ci sta guidando nella visita apre la porta della prima casetta. Ci fa subito notare un dettaglio di fianco all’ingresso. «Da questa apertura, che ha all’interno una piattaforma che ruota, noi monaci riceviamo il pasto nei giorni festivi che sono completamente dedicati alla solitudine e al silenzio».

Entriamo con quel fare rispettoso che si assume spontaneamente nei luoghi importanti o significativi. La prima stanza ha un soffitto altissimo, la luce filtra pura e senza ostacoli. Il camino ha la parete intorno sporca di nero, come se fosse stato acceso fino a poco prima.

Un’altra piccola stanza fa da preludio al giardino posteriore, uno dei luoghi fondamentali della vita monacale. Qui i certosini passano gran parte della loro solitudine, leggendo, pregando e lavorando con pazienza amorevole la terra. Sopra, da quello spicchio di mondo, esplode un cielo turchese senza confini apparenti.

Se ti giri indietro c’è il balcone del piano superiore, dalla finestra si intravede la stanza dove i monaci si ritirano per dormire. Un giro di vento ti coglie mentre stai osservando: sembra quasi spirito che è venuto all’appuntamento quotidiano con il frate ed è stato sorpreso dai turisti. Infatti scappa, tornerà più tardi, quando il silenzio si poserà sugli spazi.

Si torna fuori, a girare sotto il porticato. Arrivando al lato opposto vedi una costruzione con l’orologio in centro: è la foresteria dove i frati accolgono gli avventori, i mendicanti e gli ospiti in genere.

Gli ultimi sguardi, si completa il giro lunghissimo. Salutiamo il frate che con la sua ironia ha dato contenuti all’esperienza sensoriale. Entriamo in una sala in cui i certosini espongono i propri prodotti naturali come tisane curative, digestivi e anche cioccolato.

Esci, fai le ultime foto. Immagini ancora un momento. Prendi la macchina e quando ti stai allontanando freni e ti volti. Per fare tua quell’ultima visione al tramonto.

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LIBRI

Tanti viaggi

"Tanti viaggi" di Vittorio Orsenigo - Archinto, 2011

Tangenziali, due viandanti ai bordi della città

"Tangenziali - due viandanti ai bordi della città" di Gianni Biondillo, Michele Monina - Guanda, 2010



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