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L’Aia, Olanda cosmopolita - foto : Il parlamento olandese a L'Aia © Andrea Lessona
Il parlamento olandese a L'Aia © Andrea Lessona

L’Aia, Olanda cosmopolita

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Cammino per L’Aia, e incontro il mondo. Mi è bastato uscire dall’albergo dove alloggio per vedere sfilare una Ambasciata straniera dietro l’altra. Si trovano lungo la strada che ho fatto per arrivare nel cuore della città: la piazza di fronte al Parlamento olandese.

Nonostante non sia la capitale, Den Haag – nome neerlandese del terzo centro nei Paesi Bassi – è la sede del governo, della casa reale e della Corte Internazionale di Giustizia.

La “vocazione” cosmopolita de L’Aia vive tra i suoi 478.948 abitanti: con un’alta percentuale di stranieri dalla storia, dalla cultura e dalle tradizioni differenti. Che non sempre si integrano con facilità.

Tante etnie arrivate in città nei secoli per trovare ricchezza e benessere. Era il 1230, quando Floris IV conte d’Olanda acquistò le terre intorno a Hofvijver, lo stagno dove ora si specchia il parlamento, per edificare una residenza di caccia.

Nel tempo l’abitazione sarebbe poi divenuta un palazzo intorno al quale sorsero altri insediamenti per far nascere un vero e proprio centro amministrativo, governato dai Conti olandesi.

Prima di attraversarlo a piedi, vedo sfilare alla mia destra il Mauritius, il museo che ospita capolavori del Secolo d’Oro, i dipinti di Rembrandt e La ragazza con l’orecchino di perla di Vermeer.

Subito dopo entro nel Binnenhof dove ci sono i due rami del Parlamento olandese. E’ un viavai di gente che cammina tranquilla, sotto lo sguardo vigile di alcuni poliziotti, per arrivare come me al centro dell’ampio cortile. Qui sorge la Ridderzaal, la Sala dei Cavalieri, in stile gotico.

L’edificio del XIII secolo fu utilizzato da Floris V per i suoi banchetti. Il terzo martedì di settembre i membri delle due Camere assistono al tradizionale discorso della regina Beatrice che apre i lavori parlamentari. E’ una tradizione che si ripete ogni anno dal 1904.

Esco dall’ampia piazza e mi infilo per strade strette dall’origine medievale, dedite al commercio: da una parte quello di lusso, dall’altra quello low-cost “preso d’assalto” dai molti immigrati.

Abbandono le “piste battute” e vado dove rischio di perdermi, ma di imparare di più. Così spinto dal caso e dal vento che sferza Den Haag, mi trovo in una piccola piazzetta, la Haagsche Bluff, in cui sopravvivono le ultime case in stile Liberty.

Cartina alla mano provo ad uscire da questo dedalo, e passo dopo passo ritrovo la via verso la zona vicina alla stazione, dove sono arrivato col treno proveniente da Amsterdam. Qui è tutto un fiorire di nuove costruzioni ultramoderne che ospitano uffici e negozi.

Il bianco delle murature imponenti spacca il cielo grigio che, bagnato, si posa sui loro tetti. Questa è L’Aia opulenta e appariscente: svetta nei 142 metri dell’Hoftoren, l’edificio più alto della città, sede del ministero dell’Educazione e della Cultura e delle Scienze dei Paesi Bassi.

Quando entro e prendo l’ascensore per salire all’ultimo piano è ancora più impressionante. Non tanto, però, come la torre a fianco che si alza per trenta piani. Vista dabbasso mi ferisce gli occhi per il contrasto e mi fa girare la testa al solo pensiero di essere lassù.

Cercando la strada per l’albergo, passo proprio vicino al Palazzo reale. Gli edifici e le vie intorno mi dicono che sono tornato nella “vecchia” L’Aia. Davanti alla cancellata in ferro non c’è nemmeno una guardia. Se non la statua imponente di Guglielmo Primo che, fedele al suo soprannome di Taciturno, fissa muto l’edificio.

Fu lui durante la Guerra tra i Paesi Bassi e gli Spagnoli (conosciuta anche come Guerra degli ottant’anni – 1568-1648), che portò al riconoscimento dell’indipendenza della Repubblica delle Province Unite.

Alzo lo sguardo verso il cielo. Sul pennone posato sui tetti del palazzo, lo stendardo regale aleggia nel vento forte. La regina Beatrice è in “casa”.

INFORMAZIONI UTILI:
Come arrivare dall’Italia: KLM
Come arrivare da Amsterdam: Nederlandse Spoorwegen (Ferrovie Olandesi)
Dove alloggiare: Hotel Carlton Ambassador
Dove mangiare: Restaurant Maxime

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LIBRI

Blueship, diario di un viaggio

"Blueship" di Sprungala Hubertus, Radtke Richard - Tea, 2003



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