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L’immensità del Grand Canyon - foto : A Grand Canyon sunset © m.a.r.k
A Grand Canyon sunset © m.a.r.k

L’immensità del Grand Canyon

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Quando vedi il Canyon per la prima volta hai l’impressione di stare davanti ad un grande poster. L’occhio, non abituato a una visione così sterminata e priva di punti di riferimento, si perde nella vastità delle forme di questo paesaggio straordinario.

All’alba e al tramonto lo spettacolo diviene ancora più emozionante, i colori e le ombre che si generano vengono osservate in silenzio per poterne godere al meglio, ma forse anche per una forma di rispetto nei confronti della natura.

Il Grand Canyon, situato in Arizona, è lungo circa 440 chilometri e ha una larghezza variabile tra i 500 metri e i 25 chilometri, il clima ai bordi è tendenzialmente freddo (varia da -6°C a 4°C), mentre all’interno del Canyon le temperature possono raggiungere in estate anche i 37°C.

Data la sua straordinaria conformazione è divenuto nel 1919 uno dei primi grandi parchi nazionali americani e rappresenta uno dei luoghi più conosciuti e visitati degli Stati Uniti.

Il parco è attrezzato per ricevere visitatori su entrambe le sponde, ma la maggior parte dei turisti si riversa nella South Rim, più facile da raggiungere ed aperta tutto l’anno.

Accedendo al parco dall’ingresso sud si giunge rapidamente al Gran Canyon Village, dove si trovano tutti i servizi necessari per una visita di qualche giorno: alloggi, ristoranti, parcheggi, negozi.

La prima volta che si percorre la strada principale del parco non ci si rende conto della vicinanza del Canyon perché si è circondati dagli alberi.

Poi, seguendo le indicazioni per uno dei “view point”, si parcheggia l’auto, si segue un breve sentiero circondato da pini e all’improvviso eccolo: il Gran Canyon in tutto il suo splendore.

E’ così che il visitatore si ritrova nel bel mezzo di un paesaggio che muta completamente nel raggio di pochi metri: dietro ci sono alberi, sentieri, alloggi, automobili, e davanti, a pochi passi, un’enorme fenditura nel terreno profonda 1600 metri con rocce risalenti a milioni di anni fa.

Da un lato tutto è chiaro e a portata di mano, dall’altro l’occhio non è in grado di cogliere le proporzioni di questa meraviglia naturale che porta con sé i segni della storia del nostro pianeta.

Sul fondo del Canyon si trovano infatti sedimenti risalenti a 1840 milioni di anni fa. Da lì, una sequenza di strati rocciosi sempre più “recenti” giunge sino al bordo attuale, composto da rocce depositatesi 270 milioni di anni fa.

Nonostante la presenza di sedimenti così antichi si stima che il canyon si sia formato negli ultimi 5-6 milioni di anni, un periodo quasi insignificante in termini geologici.

La sua formazione è da attribuirsi alla continua erosione operata dal fiume Colorado unita a quella della pioggia, della neve e del vento.

Diversamente da quanto si può pensare, il Gran Canyon è ancora in fase di cambiamento, fino a quando ci sarà pioggia e neve in Arizona il processo di erosione continuerà, mutando le forme e i colori delle rocce.

Il fascino che questa gigantesca fenditura è in grado di esercitare è fortissimo sia per chi ne riconosce gli aspetti geologico-evolutivi, sia per il comune visitatore.

Alcuni punti panoramici lasciano davvero senza fiato, Hopi Point ad esempio si trova su una sporgenza del bordo sud e permette di ammirare il Gran Canyon quasi dal suo interno, l’impressione è infatti quella di esserne circondati nonostante le enormi distanze.

I punti panoramici sono raggiungibili in auto, in autobus o a piedi seguendo i sentieri.

Un altro punto di osservazione estremamente interessante è quello aereo: alcune compagnie organizzano tour in elicottero per sorvolare il Gran Canyon e intravedere il sottostante fiume Colorado.

Il vantaggio di questi tour deriva dalla possibilità si avere una visione più completa e di riuscire a riconoscere meglio proporzioni e dimensioni.

Sia seguendo l’itinerario per punti panoramici sia scegliendo il tour in elicottero, le fotografie e i filmati si sprecano nel tentativo di portare con sé parte della bellezza e dell’unicità del luogo.

Il Gran Canyon è immensità, è varietà di colori, è milioni di anni di storia ed è un paesaggio in grado di emozionare e di zittire chiunque nella sua contemplazione.

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LIBRI

New York, la città più frenetica al mondo

"Come sopravvivere ai newyorchesi" di Tiziana Nenezic - Cooper, 2008

Sulla strada

"Sulla strada" di Jack Kerouac - Mondadori, 2006



1 commento a “L’immensità del Grand Canyon”

  • the walrus alle ore 5:45 pm scrive:

    deve essere davvero uno spettacolo unico. Una delle rare situazioni in cui si può essere veramente al contatto con il passare del tempo: un’esperienza che può stordire… Prima o poi (credo molto “poi”) dovrò andarci pure io, magari con la scusa di passare a salutare una vecchia (in tutti i sensi :D ) amica.

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