A Trieste, in pieno centro cittadino, esiste un insieme di gallerie e cunicoli per una lunghezza totale di 1110 metri, iniziato a costruire prima della Seconda Guerra Mondiale e mai terminato.
Sono gallerie umide, larghe pochi metri e di altezza variabile che portano a stanze rettangolari ad uso dell’esercito tedesco.
La luminosità e l’ampiezza si distinguono rispetto a quelle del complesso di gallerie con cui sono collegate, realizzate dallo Stato italiano come rifugio antiaereo per la popolazione civile.
Facciamo un passo indietro: è il 15 ottobre 1943.
Le province di Trieste, Gorizia, Udine, Pola, Fiume, Lubiana, Sussak, Concanera, Castua e Veglia vengono incluse nell’ Adriatisches Küstenland (Litorale Adriatico).
Friedrich Reiner è a capo dell’Amministrazione tedesca. Höherer S.S. und Polizeiführer (comandante delle SS) è Odilo Globocnik.
La zona di piazza Oberdan, del palazzo del Tribunale, le ville Ara e Weiss, la sinagoga, l’attuale Göethe Institut e l’ex hotel Regina diventano il luogo di comando per l’intero Litorale Adriatico.
Nella “Kleine Berlin”, come viene sopranominata, si fanno esplodere alcune mine per scavare la roccia e provvedere all’ampliamento del complesso sotterraneo di Scorcola, il colle che si estende a sinistra della stazione ferroviaria e che in quel tempo era la zona di residenza di importanti famiglie triestine.
In mancanza della corrente elettrica disponibile grazie ad un allacciamento elettrico con l’azienda municipalizzata dell’epoca, l’illuminazione all’interno del ricovero, è fornita tramite accumulatori.
Con il carbone coke si alimentano i bracieri e si asciuga un po’ l’ambiente. È molto umido.
Il rifugio antiaereo è riservato solo ai soldati tedeschi e agli impiegati civili che lavorano nella zona del Tribunale, ausiliari delle Poste e ferroviari.
La villa di Angelo Ara, direttore delle Assicurazioni Generali di Trieste, viene requisita e utilizzata come abitazione privata dal generale Globocnik.
Il comandante delle SS fa costruire un pozzo con una scala a chiocciola in legno nel parco della villa per scendere direttamente nel sotterraneo e raggiungere attraverso una galleria di collegamento il Palazzo di Giustizia.
Oggi questa galleria è chiusa perché allagata ma il resto del rifugio Kleine Berlin è gestito dalla sezione Ricerche e Studi su Cavità Artificiali del Club Alpinistico Triestino (www.cat.ts.it) e visitabile, previo appuntamento.




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