«Certe esperienze sono uniche. Sembrano rapirti per non restituirti più a te stesso. In esse pulsa la vita. Un ritmo che non si può confondere. Ti sfiora il cuore senza farlo tremare. È proprio in questi momenti che vorresti abbracciare il mondo. Mi affaccio sul mare respirandone l’essenza. A destra. Acqua. A sinistra. Acqua. Ovunque. Acqua. Un’immensa distesa color del cielo culla questo traghetto…».
Ho appena trascorso una giornata alle Isole Eolie. Torno a Capo Vaticano, seduta all’esterno della grande cabina del traghetto. Posso guardare il gioco di onde che il motore crea. Alcune gocce, di tanto in tanto, mi bagnano il viso e i capelli. Il sole sembra tuffarsi nel mare, portandosi dietro un’intensa giornata. Accanto a me diversi turisti scattano fotografie. Ma questo paesaggio appare più silenzioso di un luogo deserto.
Nello zaino ho uno scontrino con il retro completamente bianco. Probabilmente la granita all’arancia comprata a Lipari. Chiedo in prestito una penna. Non posso non scrivere. É l’unico modo per serbare le sensazioni provate in questi istanti. E scrivo.
Sono partita da Tropea alle otto. Circa due ore e mezza mi separano da Lipari, la prima delle Isole Eolie che visiterò. Nonostante l’arcipelago, di origine vulcanica, sia in alcuni tratti più vicino alla costa calabrese, appartiene alla provincia di Messina. Comprende sette isole (Alicudi, Filicudi, Lipari, Panarea, Salina, Stromboli, Vulcano) e diversi isolotti. Durante il tragitto, la guida accenna a Stromboli e alla sua sciara di fuoco, visibile di notte.
Dal traghetto riesco a scorgere il castello di Lipari, acropoli dell’antica città greca, romana e medievale, ma abitato sin dal tardo neolitico. Si racconta che Eolo, il dio dei venti (da cui deriverebbe il nome dell’arcipelago), abbia stabilito la sua dimora in quest’isola.
Arrivata a destinazione, ho a disposizione circa due ore per poter ammirare le bellezze naturali e storiche del posto. Un pullman mi trasporta nella parte più alta dell’isola. Di fronte a me un panorama incantevole. In lontananza intravedo Vulcano, poi anche Salina. La guida mi mostra una roccia che ha la fisionomia di papa Giovanni Paolo II.
Diverse piante di capperi costeggiano la strada. Un venditore ambulante prepara bruschette eoliane, condite con ingredienti tipici di Lipari, tra cui proprio i capperi. Su alcune bancarelle spiccano pezzi di ossidiana. La seconda meta è Panarea. Non sostiamo molto sull’isola. Solo il tempo di fare un bagno nelle sue acque cristalline, tagliate da rocce spigolose.
Ad attendermi c’è Stromboli, l’ultima isola prevista dal “programma turistico”. Raccolgo un po’ di sabbia nera per portarla a casa. Il colore dell’acqua, qui, ha qualcosa di misterioso. Su quest’isola riesci a percepire l’immensità dell’universo. Faccio una passeggiata nel centro storico. Le case appaiono tutte bianche.
Mi perdo nei pensieri. Continuo a scrivere mentre il traghetto mi riporta sulla costa calabrese. E intanto la sera dipinge ogni cosa.





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Sensibilizzare le persone a vivere la bellezza ovunque si manifesti è uno dei compiti più impegnativi chi ci si possa assumere, liberamente.
Leggere, con la giusta concentrazione, quanto riporta l’articolo sulle Isole Eolie facilita la conoscenza di luoghi già noti ma non nella cosapevolezza del loro valore.
Grazie all’autrice per l’intensità con cui trasmette le proprie emozioni.
caterina
grazie a te, caterina, per l’intensità con cui riesci a comprendere le mie emozioni… e grazie a tutti coloro che riescono ad amare i cosiddetti luoghi della “porta accanto”. Anna Maria
Visto che sei partita da Tropea conoscerai di certo i fenomenali tramonti che sullo stromboli e sulle Eolie abbiamo il piacere di ammirare. Per facilitare ancor più la conoscenza delle Eolie e soprattutto per ammirare questi tramonti, mi permetto di suggerire un video che trovate al link seguente.
http://tropeaperamore.myblog.it/archive/2009/09/24/stromboli-e-le-isole-eoelie-viste-da-tropea.html
Certo lucio, ho potuto ammirare il tramonto sullo stromboli quasi ogni sera… ed è uno spettacolo unico, il mare sembra unirsi al cielo, la linea dell’orizzonte scompare ed i colori hanno qualcosa di veramente magico. Grazie. Anna Maria