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Inghilterra, la residenza reale di Windsor Castle - foto : Windsor Castle - Foto tratta da Wikipedia
Windsor Castle - Foto tratta da Wikipedia

Inghilterra, la residenza reale di Windsor Castle

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Il viaggio nel quartiere reale di Windsor e Maidenhead continua. Dopo la visita alla prestigiosissima scuola di Eton, sono ancora più curiosa di imbattermi in quel castello che intravedevo dall’autobus durante il viaggio di arrivo.

Ripercorro il ponte, i cigni reali sono ancora lì, che fluttuano nelle acque del Thames. La guida ancora una volta mi chiede di stare al passo, cosa che, devo dire, mi infastidisce; non amo la fretta perché non mi dà la possibilità di godere di quei particolari che rendono unico al mondo un luogo.

Quando vedi il castello da lontano, non ti rendi conto della sua grandezza, ma man mano che ti avvicini, non hai più dubbi, non è grande: è immenso. Con i suoi 45.000 metri quadrati, è il castello abitato più grande la mondo, nonché una delle residenze reali preferite dalla corona inglese che vi passa numeroso weekend.

Per arrivarvc devi percorrere una strada che va in salita e che lo costeggia sul lato destro. E’ stanziato su vari livelli, questo per il suo passato che lo vedeva come una fortezza. Gli giri attorno quasi come se percorressi una immensa scala a chiocciola, almeno questa è stata la mia impressione.

Una volta giunto al livello principale, vedi le guardie vestite con una uniforme nera e rossa, nulla a che vedere con le guardie di Buckingham Palace. E’ tempo per l’ennesima foto-ricordo, ma ho paura di andare dalla guardia a chiederle uno scatto insieme. Non posso infastidirlo, ma a cosa servono i compagni di viaggio se non a convincerli a fare cose che non abbiamo il coraggio di fare da noi?

La gentilezza degli inglesi (preciso: dai 30 in su) non si smentisce mai, nemmeno questa volta. La guardia in modo cordiale acconsente con un immenso sorriso alle nostre foto. Questa è una delle cose che mi hanno fatto innamorare dell’Inghilterra: la persone sono cortesi e non si girano dall’altra parte se ti avvicini e non ti guardano dall’alto al basso se sei uno straniero. Noi italiani dovremmo imparare un da loro ad accettare lo straniero come uno di casa nostra.

Quello che mi colpisce, non so perché, sono i lampioni situati verso l’ingresso, dove c’era la guardia. Sono di quelli particolari dalla forma squadrata, stretti alla base e che si allargano man mano verso l’alto: non sono soliti, questi hanno come una piccola cupola sulla quale poggia una corona oro e rossa.

Continuo a percorrere tutto intorno il castello dall’esterno; mi piacerebbe visitarne l’interno visto che c’è la possibilità, purtroppo però, un’ora non basterebbe. “Sarà per il prossima!” mi dico, ma in cuor mio so che non ci sarà una prossima volta.

Arrivo a un altro ingresso che non ha guardie, solo un enorme cancello, semplice, non come quello della residenza di Londra. Da questo cancello inizia una strada asfaltata che finisce con un’altra entrata, forse quella più bella in assoluto. La regalità del castello si fa soffiare sotto il naso l’attenzione dei turisti da un qualcosa che colpisce ancora di più lo sguardo e l’obbiettivo.

Un viale immenso incorniciato da giardini di verde acceso su entrambi i lati, con cunette, riesci proprio a vedere il su e giù della strada, ricordano gli scivoli degli Acquafun. Per quanto ti sforzi di guardare lontano, non riuscirai mai a vederne la fine che sembra superi persino l’orizzonte.

Ho voglia di incamminarmi, forse un giorno lo farò.

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LIBRI

Londra Babilonia

"Londra Babilonia" di Enrico Franceschini - Laterza, 2011

Il ragazzo che parlava col vento

"Il ragazzo che parlava col vento" di Pascal Khoo Thwe - Edizioni Piemme, 2008



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