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Inghilterra, la Cattedrale di Chester - foto : Chester, la Cattedrale © Luca Ferrari
Chester, la Cattedrale © Luca Ferrari

Inghilterra, la Cattedrale di Chester

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C’è aria di scirocco nella lontana Chester. Il sole è sgombro di nuvole, e il clima si fa sempre più mite. Non faccio a tempo a scendere dal ponte sopra la stazione che le guglie gotiche della Cattedrale iniziano a già a mostrarsi nel vicino orizzonte. Non devo fare altro che camminare. Non devo fare altro che proseguire fin nel cuore della placida cittadina della contea del Cheshire.

Superato un primo canale del fiume Dee, prendo Grosvenor Street e l’imponente edificio religioso mi si staglia in tutta la sua magnificenza sulla destra. Ma invece di seguire la strada e trovarmi di fronte il Duomo, devio per un sentiero alberato sulla destra, carezzando parte delle antiche mura della città e costeggiando il Duomo mentre il sole accende sempre di più il rosso dell’arenaria con cui è stato realizzato l’esterno dell’edificio, per altro come le cattedrali di Carlisle, Lichfield e Worcester.

Sarà l’atmosfera sorridente e cordiale dei cittadini di Chester, ma questo non è un gotico che incute soggezione. E i tanti scoiattoli che vanno su e giù nei tanti alberi attorno, sembrano confermare un clima diverso. Il verde soffice del giardino, dove un tempo si coltivavano piante aromatiche, si amalgama alla perfezione con il resto della vita.

Come successe per altre chiese, la Cattedrale crebbe sul luogo in cui un tempo sorgeva un’antica chiesa sassone risalente al X secolo, dedicata a St. Werburgh. Su questo sito, elevato nel 1092 allo stato di Abbazia Benedettina, venne dunque edificata un nuovo edificio religioso in stile normanno, gotico inglese e romanico.

L’intera costruzione durò circa duecentocinquanta anni. Riuscì a sopravvivere alla politica del re Enrico VIII Tudor (1491 – 1547) sulla distruzione e spoliazione degli edifici religiosi. Seppur chiusa, nel 1541 la chiesa divenne la Cattedrale della neonata diocesi della contea di Chester. E guai a sbagliare il sostantivo. Chester è town, e non city. Pur significando entrambe “città”, il primo si termine si riferisce a quei centri che hanno la cattedrale, il secondo per le normali chiese.

All’interno della Cattedrale, sono molti gli elementi artistici di cui andrebbe raccontata storia e aneddoti. Molto particolare è la Lady Chapel (1250-1275), dove si trova la tomba con le reliquie del santo sassone sopraccitato, risalente al 1340. Il successivo restauro del XIX secolo ha ridato ai colori delle pareti e del soffitto che conferivano una certa vivacità all’area.

La semi-oscurità aiuta la concentrazione. Sarà vero? Resto così tanto con la testa ripiegata all’indietro a guardare volte e vetrate, che alla fine sento un incombente giramento di testa. Nel tentativo di sedermi, ancora un po’ intontito e senza rendermene conto, frano su un’anziana in fase di orazione.

Mentre sono già pronto a prendermi la classica borsettata in testa e una romanzina di cui capirei si e no le parole peggiori, con sorpresa, vedo replicare alla mia goffaggine un sincero sorriso, e l’offerta di condividere con lei una mia preghiera. Non volendole dare un dispiacere (poiché laico convinto), le sussurro qualcosa prima di salutarla in maniera sincera.

Ripercorrendo la storia delle Cattedrale, passo per il Medioevo dove i monaci benedettini di Chester si distinsero per la loro semplicità di vita. Preghiera, studio e lavoro, secondo la regola monastica dell’obbedienza, del rispetto della tradizione e dell’apertura verso il futuro. Continuità e cambiamento. Una gran lezione.

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LIBRI

Londra Babilonia

"Londra Babilonia" di Enrico Franceschini - Laterza, 2011

Il ragazzo che parlava col vento

"Il ragazzo che parlava col vento" di Pascal Khoo Thwe - Edizioni Piemme, 2008



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