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Inghilterra, il Pavilion Royal segno dell’esotico - foto : Pavilion Royal, Brighton - Foto tratta da Wikipedia
Pavilion Royal, Brighton - Foto tratta da Wikipedia

Inghilterra, il Pavilion Royal segno dell’esotico

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Sussex dell’Est, l’Inghilterra meridionale con le sue incantevoli scogliere bianche che guardano fisso il mare, forse nell’attesa del ritorno a casa di qualche marinaio che del mar si è perso, il mare che poi accarezza la costa francese.

Il red double decker bus, fa la sua ordinaria fermata nella cittadina di Seaford, che al momento è anche casa mia. Per questa volta decido di sedermi sul fronte del secondo piano. La strada sembra sia lunga, nel tragitto non si vedono le scogliere, perche’ ci sto viaggiando sopra. Liberi campi di verde, sembra che i Downs del sud si estendino ancora, ancora e ancora. Un mulino a vento nero nel mezzo della dell’immensita di questi prati vergini.

Proseguendo, un grande edificio. Ancora un volta le antiche colline sono state private della loro innocenza, Roedean school è cio che sto guardando. Arrivata a Brighton l’aria ritorna a essere quella della cittadina frenetica. Brighton è l’opposto di Eastbourne, l’ultima una citta che puzza di vecchio, la prima fresca e vivace. Il Pier, una costruzione di ferro nel mezzo del mare, con chioschi per hamburger o fish and chips, un piccolo luna park e sale da tè in stile vittoriano.

Nel mezzo della piazza principale, l’attenzione viene catturata dal Pavilion Royal che fa da protagonista e da musa. Di bellissimo non c’e dubbio, sopratutto alla sera quando le luci della notte calano tutto intorno e quelle del pavilion si accendono, le cupole sembrano infuocarsi. Ricorda vagamente il Taj Mahal.

Cosa c’entra questa costruzione in stile indiano nel mezzo di una piazza inglese. Dapprima ho pensato a una ambasciata o un luogo di culto, ma poi, gli immensi giardini con i viali e gente che vi gira all’interno, nessuna sentinella all’esterno, l’ingresso è libero. No, non puo essere. L’interior design risente non solo dell’influenza dell’arte india ma sopratutto cinese, vi si notano infatti elementi in stile islamico, e persiano, con draghi e palme.

Alla fine del 1700, a George IV, che in seguito diventerà re, fu consigliato di abitare un una zona di mare a causa dei suoi attacchi di gotta. Arrivò a Brighton e affittò una fattoria che in seguito acquistò insieme a una scuola di equitazione comprensiva di stalle. Questo gli permetteva di stare lontano dalla corte di Londra. E’ risaputo infatti che fosse un anima ribelle, che amasse la bella vita e che fosse testardo.

Nel 1787 Henry Holland fu incaricato di espandere l’originale fattoria in una costruzione in stile neoclassico chiamata “Marine Pavilion”. Tra il 1815 e il 1823 John Nash trasformò la struttura in stile indiano aggiungendovi le cupole e i minareti.

Il Pavilion Royal altro non è stato che una tra le tante residenze della corona inglese per circa 30 anni. Dopo l’ultima visita della regina Victoria nel 1845, esso fu venduto con il terreno alla cifra di 53 mila Sterline e utilizzato come ritrovo per l’alta società. Da vedere sono le camere reali, la sala della musica dove il re amava ascoltare l’opera italiana. Oggi il Pavilion Royal è sede di banchetti, matrimoni e qualsiasi altra forma di intrattenimento privato.

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LIBRI

Londra Babilonia

"Londra Babilonia" di Enrico Franceschini - Laterza, 2011

Il ragazzo che parlava col vento

"Il ragazzo che parlava col vento" di Pascal Khoo Thwe - Edizioni Piemme, 2008



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