Inzuppo i miei anfibi nel fango sotto l’erba. La pioggia della sera prima ha lasciato nell’aria un profumo che pensavo fosse scomparso. Potere dell’immedesimazione e dell’immaginazione. A ogni mio passo sento il rumore di zoccoli. Rivivo in pochi secondi l’atmosfera della gesta di re Artù, riproposta sul grande schermo qualche anno fa dal regista Atoine Fuqua con King Arthur (2004, con Clive Owen e Keira Knightely).
Intanto sono qua. Nel Cheshire inglese. Nessun miraggio. Davanti a me mi si staglia il Beeston Castle, edificio costruito nel 1220 da Ranulph de Blondeville, quarto Conte di Chester, al suo ritorno dalla Quinta Crociata. Lì fuori, è campagna a perdita d’occhio.
Resti di costruzioni imponenti Inghilterra nel castello di Beeston mi ostacolano la strada. Mi viene spontaneo fare una carezza alle mura fortificate. Non riesco a procedere lentamente. Devo vedere. Nell’alzare un avambraccio, mi aspetto che da un momento all’altro un falco mi si poggi sopra e la sua anima si fondi con il mio spirito.
Posizionato in cima a una duna rocciosa (arenaria) a trecentocinquanta piedi (centodieci metri), l’edificio domina il panorama da cui si può vedere l’orizzonte di otto contee del Pennines a est, e fino alle montagne del Galles a ovest. Un fossato protegge il grande Gatehouse, situato a valle della collina.
Il castello rimase in buono stato fino al sedicesimo secolo quando non venne più ritenuto utilizzabile per scopi militari. PIn seguito venne riutilizzato in occasione della Guerra Civile inglese (1642-1660), ma già nel 1646 venne in parte demolito proprio per impedire che venisse usato come roccaforte difensiva. Oggi è di proprietà dell’English Heritage (organismo inglese che gestisce il patrimonio storico).
Nello scoprire le torri difensive e i buchi nei muri per sparare, vengo proiettato nelle montagne nostrane dove gli alpini, con la stessa logica di sopravvivenza, usavano i fortini con le feritoie per fare fuoco senza rischiare d’essere uccisi. Storie simili, seppur a distanza di centinaia di migliaia di miglia.
Non c’è castello che non abbia la sua leggenda. Figuriamoci poi se si trova nel Regno Unito. La storia narra che Richard II, prima di partire per l’Irlanda per reprimere una ribellione, vi avesse nascosto il suo tesoro. Ma una vola tornato in patria, venne deposto dal Duca di Lancaster. Ma né lui, né altri sono mai riusciti a trovareil bottino.
Mi arrampico un po’ dappertutto. Trovo un pezzo di verde dove ho la presunzione che il sole spenda solo per me. Assaporo la vita di queste pietre mentre il ricordo degli uomini che mi hanno preceduto in gesta e stupore, svolazzano insieme ai colori che si riventano ogni secondo nel cielo del Cheshire.





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