Famosa per il suo lago sacro e per il tempio di Brahma – niente meno che il creatore dell’universo – Pushkar è per la maggior parte dell’anno una città tranquilla, rilassante, quasi impalpabile. Gente pacata e rispettosa dei ritmi naturali.
Poi, però, per qualche giorno si trasforma e se non sei abituato alle fiere e al caos può risultarti quasi nevrotica. Ma se ti piace farti travolgere dalla vita, dai suoni, dai colori, allora non puoi esimerti dal visitare Pushkar in quella settimana.
Un caleidoscopio vivacissimo, un turbinio di voci, animali di ogni tipo, uomini a migliaia, polvere sollevata dalla folla, strani giochi. Stranissimi giochi.
Questo cambiamento -non troppo repentino a dire il vero, perché i giorni che precedono la fiera sono tutto un fervente preparativo- avviene in occasione del Kartika Purnima. Esattamente nove giorni prima rispetto al plenilunio del mese di Kartika –a cavallo dei nostri ottobre e novembre- inizia la famosa fiera dei cammelli.
Qualcosa come 200 mila persone e altrettanti animali invadono festosamente Puskhar. Quest’anno la fiera inizierà il 25 ottobre e terminerà il 2 novembre.
Quest’ultima non si svolge proprio all’interno della città, ma sulla spianata desertica che si erge a poche centinaia di metri. Bancarelle che vendono souvenir, artisti o pseudo tali che fan di ogni, i più o meno classici saltimbanco, affaristi di ogni tipo. E, ovvio, i turisti. Molti turisti. Per ciò, i prezzi degli alberghi in quei giorni lievitano sensibilmente.
E ultimi, ma non ultimi, loro, i cammelli. Questi animali hanno un’importanza fondamentale nell’economia domestica: quei pochi fortunati che ne possiedono uno, o addirittura più di uno, li utilizzano come merce di scambio. Nell’immaginario collettivo, in Africa si comprano le mogli in cambio di cammelli. Orrore per le femministe e sorrisi malcelati dei mariti occidentali.
Comunque sia, anche in India, è un animale fondamentale, per ciò la fiera di Kartika Purnima ha un’eco che si estende al di fuori dei confini nazionali.
Nei pressi della spianata sorge uno stadio, al cui interno si può assistere a situazioni folkloristiche di ogni tipo: prove di forza tra cammelli e uomini, corse tra animali, bimbi che guardano, stupiti e un po’ spaventati, i mangia fuoco, che hanno le sembianze, enormi e barbuti come sono, del terribile Mangiafuoco di Pinocchio.
Polvere, luci, colori, turbanti, rumori. Caos, divertimento. E cultura. Un mix di nazionalità e di etnie che qui si mescola e si confronta tra un banco che vende pellami e un’artista che non si sa bene cosa stia facendo.
Quando il sole colora la sottostante Puskhar di arancio, la fiera si svuota lentamente, turisti, intrattenitori e commercianti si avviano verso gli alberghi che li ospiteranno per la notte.
Alcuni, però, preferiscono dormire all’addiaccio, rimarranno nella spianata all’interno di sistemazioni di fortuna, tende per lo più. Altri ancora dormiranno guardando direttamente il caldo manto di stelle.
Puskhar, lentamente, si acquieta, si assopisce, sprofonda nel ristoro notturno, tutto finalmente tace, in attesa di un nuovo giorno, di altre luci, dromedari, uomini strani e meravigliosi, in attesa di una nuova esplosione di frenesia e vitalità.





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splendida Puskar !
l’ ho amata da quando ci ho messo piede…un po’ meno quando c’è la fiera
Ci tornerò prima o poi