Attraverso l’Atlantico e le gesta del più grande Impero della storia moderna. Un viaggio di secoli racchiuso nel Maritime Museum di Greenwich, in Inghilterra. Dove il tempo è si è fermato, ma le gesta delle navi britanniche vivono.
Visitarlo è solcare i mari con l’immaginazione, e vedere cosa una “piccola isola”, come la definì Winston Churchill, è riuscita a scoprire, colonizzare e sfruttare sino a quando il Potere si è dissolto e le ha lasciato quasi “solo il tè delle cinque”.
Così, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, il Paese si è dovuto reinventare, entrare nella nuova era e in una dimensione geografica minore. Mentre il globo era diventato più piccolo e più vicino. Grazie anche ai nocchieri di Sua Maestà.
E’ a loro, a questi uomini indomiti, alle loro gesta incredibili che è dedicata l’Atlantic Worlds, la nuova galleria del Museo Marittimo di Grenwich, il più grande della Terra nel suo genere,a sud est di Londra.
Qui, dove il meridiano segna l’ora del mondo, sono esposti circa 220 oggetti preziosi. Dipinti, stampe edisegni immortalano anni densi di storia e di storie.
Chi visita la galleria vede anchearticoli d’arte decorativa e materiale etnografico, tra cui spiccano un astrolabio spagnolo del XVI secolo e pesi utilizzati per pesare la polvere d’oro dagli Akan, nel Sud del Ghana, risalenti al XVIII secolo.
L’esposizione è dedicata allo studio delle relazioni, connessioni e scambi intercorsi tra Inghilterra, Africa e America tra il 1600 e il 1850 e all’analisi sull’impatto e l’eredità lasciati dall’Impero sui tre continenti.
Ciò che affascina è come e perché tanti uomini, donne e bambini siano stati spinti a una lunga e pericolosa traversata dell’Atlantico per raggiungere le nuove terre. E a conquistarle.
La mostra cerca di spiegare anche questo. Attraverso le emozioni e le esperienze di chi partì da un mondo per trovarne un altro.
Viaggiare nel Maritime Museum di Greenwich è viaggiare nella loro storia.




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