Giovani ragazze etiopi © Monica Genovese
Siamo nel 2001, ma non è il passato. E’ il presente. E oggi è proprio iniziato il nuovo millennio. Non è la macchina del tempo, ne’ un gioco del destino. E’ dicembre, uno dei tredici mesi del calendario. Un calendario secondo cui il capodanno cade l’11 settembre.
E questo calendario è etiope. In Etiopia, terra del corno d’Africa, a ridosso dell’equatore, il tempo scorre in maniera diversa rispetto al resto del mondo. L’anno conta tredici mesi. I primi dodici di 30 giorni e il successivo di 5 o 6. Variabile a seconda che l’anno sia bisestile oppure no.
L’Etiopia adotta, in parte il calendario ortodosso le cui radici affondano nell’antico Egitto, e in parte quello giuliano per il sistema del bisesto ogni quattro anni. Motivo per cui il “nostro” tempo, quello dei paesi occidentali, basato sul calendario gregoriano introdotto nel 1582, datato 2009, corrisponde al 2001 per gli etiopi. Qui, adesso è otto anni fa.
Ma non è solo il calendario a segnare l’incedere del tempo in modo squisitamente locale, anche le lancette degli orologi fanno la propria parte. Sebbene gli orologi siano uguali agli altri Paesi, il calcolo dell’orario desta qualche sorpresa.
L’ora viene calcolata dall’alba e non dalla mezzanotte in poi. Il giorno è diviso in dodici ore. Allo spuntar del sole per gli etiopi sono le 12 del giorno (e non le 6), mentre un’ora dopo è l’1 (e non le 7). Il tramonto avviene verso le 12, dopodiché si ricomincia a contare dall’1.
Insomma, un invito a pranzo alle sette non è così insolito, visto che in Etiopia vuol dire mangiare alle nostre ore 13.
E’ facile confondersi, smarrirsi nei calcoli altrui, ma è molto diffuso, almeno da parte dei negozianti, servirsi anche del modello orario articolato sulle 24 ore. I commercianti e gli etiopi, in generale, in presenza di un farangi, uno straniero, specificano sempre se l’orario viene espresso con metodo locale oppure europeo.
L’Etiopia è un paese dalle mille sfaccettature e dalla povertà diffusa. Il paesaggio muta radicalmente dalle settentrionali vette dei monti alle valli più profonde nella zona meridionale. Distese di terra fertile e verdeggiante, cascate d’acqua, pascoli, rii e fiumi si disegnano, nella stagione delle piogge, sul suo vasto manto, a tratti avvolto dalla nebbia delle montagne. Quasi non sembra, nell’immaginario collettivo, un panorama africano.
"I miei occhi hanno visto cose spaventose Memorie militari, senza data, del soldato Achille Zorzin" di E. Calligaris - Circolo Ricreativo Sportivo Filodrammatico Versa, 2009

Il continente nero ospita una delle più floride civiltà mai esistite nella regione sub-sahariana. Oggi, a rammentare tanto splendore, nel fango etiope, alcune testimonianze archeologiche.

Difficile da descrivere. Può attrarre o respingere, ma innegabilmente è una metropoli unica nel suo genere. Qui vecchio e moderno si fondono e si scopre anche un pizzico di Italia.

Il cuore del corno d’Africa cela un antico segreto, una città sacra dell’Etiopia settentrionale scavata nella roccia rossa. Undici chiese rupestri che sorgono dalle viscere della terra.
Davvero molto interessante! Grazie!!!
Cara Manuela, ti ringrazio molto per l’apprezzamento.
la consideriamo una terra nota,… ne vediamo tanti in giro di etiopi! la realtà è che se non ci andiamo, vediamo la loro terra, mangiamo il loro cibo e … perdiamo l’aereo perchè dopo 15 giorni lì ancora non abbiamo capito niente dell’orologio etiope, non possiamo dire di conoscerla.
ben vengano articoli come questi!
Grazie Paola.
In effetti, appena salito in macchina di una guida locale (con tariffazione oraria), ho pensato subito che volesse abbindolarmi (ammetto che sia permeato in quel momento un po’di pregiudizio, vergognandomene in seguito)…comunque, mi era stato detto sul posto che quei 7 anni e 113 giorni fossero equivalenti al periodo di colonizzazione nellà metà del secolo scorso e per questo eliminati dalla “era etiopica”…non credevo avesse radici così profonde, sono stato male informato a quanto pare. Riguardo al sistema orario, trovo sia geniale nella sua semplicità, molto più naturale, ovvio che ciò sia possibile solo in paesi dove sorgere e calar del sole formino più o meno cicli di 12 ore.
Paese meraviglioso, peraltro tra 1 mese sarò di nuovo li per un’altra missione umanitaria.
Bell’articolo Monica! saluti.
Grazie David per il tuo commento. E’ stato un piacere leggerlo e sapere che, non solo l’Etiopia è nel tuo cuore, ma che tornerai presto in quel Paese per ragioni umanitarie. Al rientro dal tuo viaggio, troverai altri articoli sull’Etiopia. Spero che ci racconterai, attraverso i commenti, la tua esperienza di viaggio.
Buon viaggio e buona missione.
Penso che all’alba in etiopia sono le ore 24 e non le 12…..
E’ così?Grazie,ERME
Buongiorno dr.Ermenelgildo, l’orologio etiope conta 12 ore, non 24, pertanto le ore 24 per gli etiopi non esistono.
Grazie per aver letto l’articolo.
Grazie monica,ho capito.
Per me l’etiopia è un sogno da realizzare.
Cordialità.ERME
Grazie a te Ermenegildo, spero che questo sogno si realizzi presto. In ogni caso, l’orario, per quanto differente dal nostro e bizzarro, se tale si può definire, non è affatto un problema. Gli etiopi usano distinguere l’ora locale dall’ora europea. E se non lo fanno, basta chiedere. Tutti o quasi parlano inglese.
Se ti interessa, su il reporter ci sono altri articoli su questo paese.
Buona lettura.
Cara Monica,grazie ancora…..ma dopo il tramonto come vengono contate le ore?Leggerò le pagine sull’Etiopia.Sono un chirurgo in pensine e mi piacerebbe
andarci.Ciao
ERME