O che bel castello marcondirondirondello…ma che bel castello marcondirondirondà. Così si canta ai bambini. Piccole strofe. Ninne nanne e ritornelli di canzoncine fanciullesche. E così, in maniera fiabesca, quasi come uscisse dalla fantasia infantile, si presenta il monumentale castello di Ludwigsburg.
Germania. Nei dintorni di Stoccarda e da questa facilmente raggiungibile, la città di Ludwigsburg. Sede dell’accademia cinematografica del Baden Württemberg. Centro che conta oltre ottantamila anime e laddove il poeta-drammaturgo Friedrich Schiller trascorse la propria infanzia.
Sempre qui, il ventisettenne duca Eberhard Ludwig, all’inizio del XVIII secolo, ordina la costruzione del suo castello, Residenzschloss. Proprio a quest’ultimo la città deve il suo nome.
Il castello, inizialmente pensato come residenza di caccia, maestoso e suggestivo, si erge, dinanzi agli occhi increduli del viaggiatore, nel centro urbano, circondato dalle strade trafficate della stessa città, ma ne resta distaccato come se la sua epoca fosse ancora la medesima che lo ha visto nascere e ingrandirsi.
Ingrandirsi fino al punto di annoverare, nel corso di lavori durati venti anni circa, ben 452 stanze e 18 edifici in totale. Interamente abbracciati da un vasto parco. Una mera sinfonia di decorazioni barocche, roccocò e stile impero.
Una suggestione di bellezza, magnificenza e assoluto sfarzo. Noto come la “Versailles sveva”, il Residenzschloss è una costruzione dalle mille e una fiaba. Nel vero senso del termine. Qui, l’appartamento di Carlo Eugenio, uno dei successori di Eberhard, si presenta come una gemma di roccocò, pomposa ed eccentrica, riccamente adornata e il cui colore predominante è l’oro. Un luccichio di lusso.
La visita prosegue con la passeggiata, attraverso le innumerevoli stanze e i lunghi corridoi del Residenzschloss fino a raggiungere i musei interni, ovvero la Galleria del Barocco che accoglie dipinti d’eccezione, il Museo della moda dove i capi esposti risalgono agli anni compresi tra il 1750 e il 1970, infine il Museo delle ceramiche, molto apprezzate a Ludwigsburg, e che proprio Carlo Eugenio vuole fortemente aprendo una manifattura di ceramiche nel castello.
Gli altri edifici che fanno parte del Residenzschloss si trovano “incastonati”, come pietre preziose, nel parco di 32 ettari, e anche in essi il barocco è sovrano.
Il parco stesso è un gioiello. Fontane, piante, viali alberati accompagnano i visitatori, come un tempo gli stessi duchi, nella perfetta unione tra natura, arte e ingegno umano. I piccoli specchi d’acqua, ghiacciati nella stagione invernale, riflettono vanitosamente l’immagine del castello.
E tanto splendore si deve, non solo al suo sognatore, il duca Ludwig, ma ad artisti italiani, affrescatori, scultori, pittori, marmisti, capomastri, stuccatori e architetti del Bel Paese.
Il Residenzschloss è dunque testimonianza della bellezza barocca tedesca e della maestria italiana. Un sodalizio d’amore per l’arte.





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