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Ifrane, nel Marocco innevato - foto : Bucato nei fiumi delle montagne marocchine © Monica Genovese
Bucato nei fiumi delle montagne marocchine © Monica Genovese

Ifrane, nel Marocco innevato

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Paesaggio alpino, o quasi, un ambiente d’inverno nevoso, montano, freddo, dai tetti spioventi delle case in legno, stile baite, ampie strade suburbane dell’alta borghesia locale e il palazzo reale dai tetti verdi del sovrano di questo regno.

Dalla descrizione non sembra, ma siamo in Marocco. In Africa. Ifrane, piccola località collinare voluta dai colonizzatori francesi, adagiata su questa terra che, di solito, si propone assolata, calda e desertica. Qui, invece sembra di essere in un altro mondo, più occidentale, moderno e in stile europeo.

La cittadina è anche sede dell’Università Al Akhawayn, nome voluto apparentemente proprio dal re marocchino e che, in arabo, significa “fratello”. Ifrane è una sorta di via di mezzo tra una città sciistica e una studentesca.

Si parla inglese. La scuola è, infatti finanziata, in parte dagli Stati Uniti e, in parte dal British Council. Si studia secondo il modello americano e si impartiscono alle giovani menti concetti culturali come tolleranza fra le fedi e fratellanza. Nel campus universitario si erge una moschea, così come una chiesa cristiana e una sinagoga. Un punto di incontro voluto da sua maestà Hassan.

Passeggiare lungo le strade pulite, larghe e ordinate di Ifrane è ammirare le sue abitazioni, simili a chalet, con le mura color crema e i tetti rossi, mentre alle pareti dei bar o dei ristorantini sono esposte foto della famiglia reale, in particolare del re in tenuta da scii.

E’ la cittadina del “Marocco bene” con alloggi costosi, ricercati, eleganti e un costante servizio di vigilanza che viene intensificato quando i reali sono in vacanza in questo luogo.

Ifrane è la meta turistica invernale del Marocco. Lontana dall’Africa, come siamo abituati a vederla, eppure parte del suo territorio. Qui, nella stagione fredda, quando scende la neve, la gente cammina lungo le vie dei negozi per lo shopping, si ferma a bere una cioccolata calda e, magari si reca agli impianti di risalita.

Lo sfondo marocchino quasi svanisce soggiornando in questa località dove l’aria estiva è fresca e leggera, gli alberi verdeggianti svettano verso il cielo terso, molti residenti sono americani e la sabbia delle dune desertiche è ben lontana.

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LIBRI

250 chilometri di emozioni

"250 chilometri di emozioni. Storia di una maratona estrema in mezzo al deserto" di Matteo Molinari - Zona Contemporanea, 2010

La polvere di diamante

"La polvere di diamante" di Ibn Hamdis - Salerno Editrice, 1994



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