Il profilo dell’hotel Cipriani si disegna in filigrana nella laguna di Venezia. Dalla finestra del ristorante Fortuny, vedo le luci dell’albergo tratteggiare la tela nera e fluttuante delle acque, mentre scivolano via sulle note di George Gershwin.
Seduto al mio tavolo, seguo la loro linea di fuga verso l’orizzonte, e ascolto rapito la musica che leggera arriva dal bar Gabbiano. E’ lì dove poco fa ho bevuto un aperitivo, proprio davanti ai seicento metri quadri della piscina di mare dell’hotel: l’unica in tutta la città veneziana.
Unica come questo luogo dove lusso e storia convivono nel nome di una tradizione iniziata nel 1956 quando Giuseppe Cipriani pensò di realizzare un hotel vicino a Piazza San Marco, ma immerso nel verde e nella quiete. La sua idea si concretizzò nell’entusiasmo di Lady Honor Svejdor, la Viscontessa Boyd of Merton e Lady Bridgit Ness, le tre figlie del Conte Iveagh, capo della famiglia Guinness.
Cipriani scelse il sito de “Le Zitelle”, una zona dell’isola della Giudecca, dove in passato sorgevano alcuni conventi di clausura per le primogenite di ricche famiglie veneziane. Vicino a questi edifici, c’erano dei vigneti chiamati, secondo la tradizione popolare, “gli orti di Casanova”: luoghi che lo stesso Amatore descrive nelle sue Memorie come terra di conquista.
Del “Bel Giacomo”, ancora oggi, restano le vigne da cui originano duemila bottiglie di Casanova Salso all’anno, un vino da collezione dell’isola della Giudecca, i giardini che ho camminato prima, e il centro Welness che porta il suo nome. Aperto nel 2006 propone i più sofisticati e moderni trattamenti. Lì vicino c’è la piscina per i bambini e lo Smile Club dedicato interamente ai piccoli.
Scelto il luogo per il nuovo hotel, Cipriani e le sorelle Guinness fondarono una società e acquistarono i terreni. Nel 1958 l’albergo apriva le porte ai suoi primi ospiti, diventando subito uno dei centri più apprezzati della vita veneziana. Personalità di ogni dove e professione si sono susseguiti negli anni tra le camere e le suite del complesso che si rinnova di continuo, apportando sempre nuove modifiche e migliorie senza rinunziare mai alla sua filosofia.
Una filosofia che vuole questo hotel un luogo dall’atmosfera rilassante, con servizi personalizzati e qualità del cibo impeccabile. Lo stesso che mi si scioglie in bocca in un delizioso filetto di Carpaccio. Fu proprio Cipriani a creare questo piatto semplice ma raffinato, facendolo diventare una portata classica nella cucina internazionale.
La fama dell’albergo crebbe sempre di più sino a quando nel 1967 dovette essere acquistato un altro terreno per ingrandire la struttura. Nel 1972 Cipriani lasciò la carica di presidente della società alberghiera, che fu poi venduta dalle sorelle Guinness quattro anni dopo a James B. Sherwood, uomo d’affari americano e Presidente della Sea Containers, la più grande società al mondo nel settore dei container navali.
Dal 1977 sino al 2007 l’hotel fu diretto da Natale Rusconi che ne conservò l’antica atmosfera, degna delle grandi case patrizie veneziane. Tre anni fa Maurizio Saccani, già Amministratore Delegato Orient Express Italia, divenne direttore dell’albergo, e lo unì alle altre strutture della compagnia presenti nella Penisola: l’Hotel Splendido e Splendido Mare a Portofino, l’Hotel Villa San Michele a Fiesole e l’Hotel Caruso a Ravello.
Buona parte del Cipriani è arredata dall’Architetto parigino Gérard Gallet, decoratore degli hotel “griffati” Orient Express, con pezzi d’antiquariato e meravigliose stoffe Fortuny. Le nuove stanze garantiscono massimo comfort: dimensioni notevoli, quadri d’autore e raffinatezza. In particolare le 16 camere e suite di Palazzo Vendranin, una residenza del XV secolo e Il Palazzetto, con vista sul Bacino di San Marco, la Piazza e il Palazzo Ducale.
Qui si può pranzare al Cip’s Club. Il ristorante, creato per gli ospiti dei due Palazzi, ottenne subito grande successo anche tra i veneziani. Dalla sua terrazza su palafitte si gode la vista di San Marco. Ed è facilmente raggiungibile come tutto il resto del complesso grazie a lance private che effettuano un servizio di collegamento ventiquattrore su ventiquattro con la famosa piazza veneziana.
Io, invece, mentre concludo la mia cena al ristorante Fortuny, continuo a guardare fuori dalla finestra. E a seguire con gli occhi le luci del Cipriani, ormai orfane delle note George Gershwin, fluttuare nella laguna.
INFORMAZIONI UTILI:
Hotel Cipriani






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