Vienna. La città rinomata per la sua eleganza e raffinatezza. Un sogno che si realizza. Un viaggio breve, dall’aeroporto di Roma al Vienna International Airport. Dopo appena un’ora di volo sono già in ansia, voglio scendere dall’aereo. Cerco di intravedere la città dal finestrino ma la mia vista è impedita dalla nebbia. L’hostess annuncia finalmente l’atterraggio. Siamo nella meravigliosa e suggestiva città asburgica.
Tappa obbligatoria il Castello di Hofburg, la residenza invernale degli Asburgo. Giri rocamboleschi per raggiungerlo. Vicino all’Albertina Paltz ci dicono i passanti. Completamente disorientati in una città che visitiamo per la prima volta ci ritroviamo casualmente davanti al magnifico complesso. Con il naso all’insù rimaniamo attoniti difronte alla sua imponenza. Un’improvvisa magia ci trasporta in un’altra epoca.
Un silenzio educato ci circonda. In sottofondo solo il rumore di zoccoli di cavalli trainanti piccole carrozze. Accompagnano i turisti in visita al Palazzo. Appena oltre il maestoso portale ci lasciamo la modernità alle spalle, il rumore delle automobili, il caos della città e ci immergiamo completamente in una storia passata.
Tesori immensi.Veniamo catapultati in una ricchezza opulenta che ci lascia incantati! Argenterie, oreficerie, porcellane dalle splendide decorazioni. Tante provenenti dall’Estremo Oriente a quell’epoca abitudine e gusto degli aristocratici collezionare. Il monumentale centrotavola di Milano, la cui creazione risale al 1838 quando Ferdinando fu incoronato re del Lombardo Veneto è uno straordinario capolavoro. Siamo nel Museo delle Argenterie.
Gli Asburgo: i costruttori del Sacro Romano Impero. Sei secoli di storia e di dominazioni. Regnarono come sovrani d’Austria dal XIII secolo fino al 1918 quando con la sconfitta in guerra, l’allora regnante Carlo I fu costretto a cedere i domini della famiglia che vennero trasformati in Repubbliche indipendenti.
Durante il Medioevo la residenza era solo una fortificazione. A partire dal 1452 ciascun imperatore regnante fece ampliare la costruzione affidando le opere a prestigiosi architetti di corte. Tra questi si distinse Johann Bernhard Fischer von Erlach padre, che nel Settecento progettò alcuni degli edifici barocchi.
Un’imponente scalinata ci conduce negli appartamenti imperiali attraverso il Museo di Sissi. Abiti ottocenteschi con bustino e crinolina in cui Elisabetta di Baviera avvolgeva il suo esile corpo e vari accessori personali rubano la nostra attenzione. Dalle numerose biografie sull’imperatrice si apprende che ella ebbe un’estrema cura per la sua bellezza e per la sua silhouette.
Antico splendore. Maestose e sfarzose sale ospitarono la vita aulica degli Asburgo. Meravigliose decorazioni e ricchi arredi, arazzi, lampadari di cristalli di bohemia, stufe in ceramica si mostrano ancora in tutta la loro eccezionale bellezza.
Siamo all’interno del salone delle cerimonie, lo Zeremoniensaal. La mia mente si perde in una specie di sogno allucinato. Ripercorro le scene dei film che negli anni ’50 resero celebre l’imperatrice “Sissi” grazie alla splendida interpretazione di Romy Schneider.
Il ballo di corte. Crinoline dondolanti, busti tesi dall’eleganza affettata avvolti in sontuosi abiti da sera si muovono sulle note del famoso Valzer “Sul bel Danubio blu” di Johann Strauss jr. Come il padre, il celebre compositore fu insignito del titolo di” Direttore musicale del ballo di corte imperiale e reale” e più volte si esibì ad Hofburg.





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