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Hmong, gli indesiderati - foto : Una donna della comunità Hmong © Mimi_K
Una donna della comunità Hmong © Mimi_K

Hmong, gli indesiderati

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Un’etnia come tante; fiera e orgogliosa come tante. Perciò storicamente poco propensa ad essere inglobata in contesti nazionali. Gli Hmong laotiani, ad esempio, vogliono essere considerati Hmong. E non laotiani. Così come quelli che abitano la Cina meridionale vogliono essere Hmong. E non cinesi. E quelli che abitano fette del territorio vietnamita non vogliono essere considerati vietnamiti.

Facendo leva proprio sull’orgoglio Hmong, nel Laos la Cia ne reclutò molti in funzione anticomunista. Perché gli Hmong non volevano essere comunisti E, giocando sugli stessi identici motivi, il Pathet Lao –partito comunista laotiano- ne assoldò altrettanti in funzione antiamericana. Perché gli Hmong non volevano essere americani.

Ne seguì un’intricata situazione socio politica, a seguito della quale numerosi collaborazionisti, di una parte e dell’altra, emigrarono. Alcuni proprio negli Stati Uniti, altri in Thailandia.

Altri ancora rimasero nelle foreste laotiane a combattere una guerra finita da tempo. E che ancora oggi, braccati, umiliati e nudi di qualsiasi diritto, sperano di vincere. Alcuni Hmong, spersi nella giungla laotiana, attendono l’esercito americano o quello francese che li venga a salvare. Attesa vana, persone finite e volutamente dimenticate.

La storia della difficile integrazione Hmong negli Stati Uniti è quella magistralmente documentata dal film “Gran Torino” di Clint Eastwood, che ha raccontato una fettina di umanità, una piccola storia dimenticata, per fare un discorso più generale sull’integrazione e sulla difficoltà di comprensione reciproca.

Alcuni Hmong, oggi, si trovano in campi profughi thailandesi. E la Thailandia, di loro, comincia a stancarsi. L’associazione Medici Senza Frontiere ha constatato che vivono in condizioni disperate; spesso, ad esempio, sono costretti a cibarsi a fianco delle latrine, avendo, ciascuno di loro, pochi metri quadrati a disposizione.

Il governo thailandese ha cercato di rimpatriarne il più possibile, quando loro, gli Hmong, hanno paura di tornare. Perché il Laos si ricorda di loro, della loro passata collaborazione nemica.

Eppure molti sono stati ricacciati, in barba alla convenzione di Ginevra, alle volte smembrando famiglie intere. I padri, alcuni, sono partiti, tornati laddove non sono desiderati. E perciò in evidente pericolo. Mentre i figli e le madri sono rimasti. Laddove, ugualmente, non sono desiderati.

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LIBRI

Un viaggio in Vietnam

"Il poeta e la principessa. Un viaggio in Vietnam" di Visser Carolijn - Feltrinelli Traveller, 2008

Il sole sorge sul Vietnam

"Il sole sorge sul Vietnam" di Lorenzo Mazzoni e Tommy Graziani - Edizioni Kult Virtual Press, 2005



2 commenti a “Hmong, gli indesiderati”

  • Barbara alle ore 1:04 pm scrive:

    Non so se sei il Gabriel che conoscevo io tanti anni fa a Borgotaro…..ma comunque compliemti per queste righe semplici ma toccanti!!!!
    Se sei tu un Bacione dal Borgo
    Baci
    Ba

  • gabriel alle ore 8:56 am scrive:

    Ciao B. C. !

    si, sono io, ti ringrazio, sei molto gentile !

    Continua a leggerci!

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