Guardia Perticara, il Borgo antico © Gianfranco Massaro
Balconi fioriti di gerani dalle mille sfumature illuminano le pareti di pietra in primavera e d’estate. Il sole dai colori forti dona i suoi tramonti. La sera il cielo si fa così terso da far risplendere di milioni di stelle galleggianti in una Via Lattea chiaramente visibile. La luna piena, vicinissima, sembra sorriderti.
Benvenuti nel borgo medioevale di Guardia Perticara, il centro della Basilicata più attivo nel periodo pre-unitario. Le sue radici raccontano una storia antichissima che risale all’età del Bronzo quando nel territorio si insediarono gli Enotri. Questi occuparono l’intera zona fino all’V secolo a.C fino a che la loro presenza s’intrecciò con la civiltà della Magna Grecia, e di essi numerosi gli insediamenti rinvenuti. Restano ancora oggi diversi siti archeologici.
Teatro di una vita religiosa molto intensa, nelle spelonghe del territorio guardiese alcuni monaci basiliani trovarono riparo dall’invasione avara dei Balcani del V secolo e da quella araba in Medio Oriente e in Egitto dell’VIII secolo. Nel 1652 Guardia divenne sede di un Convento di monaci francescani.
Ma le sue vicissitudini si mescolano anche con quelle degli antichi signori feudali normanni, svevi, angioini (che qui avevano la loro fortezza). La ragione di un simile interesse si spiega con la sua “invitante” posizione geografica. Situata sulla cima di una collina infatti, il borgo medioevale domina tutta la valle del Sauro.
Guardia Perticara è silenziosa. Attenta. Eternamente immobile, sembra osservare taciturna le montagne che la circondano preservando gelosamente la sua condizione naturale. Querce, ulivi, pini sembrano lì da secoli, partecipi dell’alternarsi delle stagioni, mugugnanti mentre il vento gelido dell’inverno li attanaglia.
Alberi. Taciturni quando il caldo torrido dell’estate li soffoca. Cangianti di meravigliosi colori e sfumature con l’autunno. Sorridenti all’arrivo della primavera quando l’intera valle è rigogliosa di vegetazione ed emana un intenso profumo di margherite ed erbe selvatiche.
Gioiello nascosto di un’Italia diversa dalle classiche e affollate mete turistiche. Entro dentro Guardia Perticara, con le sue pietre a faccia vista. Camminando per le sue viuzze rivestite di ciottoli e mattoni rossi, mi sento immersa in un alone di storia di cui mi faccio attenta ascoltatrice.
Maestosi portali, antichi palazzi patrizi e i ruderi del castello circondato dai resti di sette torri parlano di un’epoca assai lontana. Via dei Carbonari narra le vicende di una setta segreta dove molti patrioti si riunirono segretamente con un sogno ben preciso: l’Unità d’Italia e la fine del regime borbonico.
Anche il cinema ha subito il fascino di questo luogo. Il borgo più volte è diventato set per il Grande Schermo. La più recente “Basilicata coast To coast” del regista nascente Rocco Papaleo. Nel 1979 Francesco Rosi trovò l’ispirazione per alcune scene neorealiste del suo film Cristo si è fermato a Eboli immortalando una civiltà di cui oggi rimane ben poco.
Se l’arrivo della modernità sta a poco a poco cancellando le tradizioni più antiche, la Festa della Madonna del Sauro, la protettrice di Guardia e una delle sette sorelle tra le quali la Madonna nera, persiste ancora. La sua dimora, una piccola cappella, è sita nella valle del Sauro dove la Madonna rimane per tutto l’inverno mentre in maggio viene ricondotta in paese.
Dell’antica processione, quando in spalla i guardiesi la conducevano dal paese alla valle sotto il caldo torrido di agosto che rendeva i volti delle donne di un rosso vermiglio, rimane la processione per le vie del borgo mentre un vocìo misto di preghiere e ciance la accompagna.
"In viaggio con Kapuściński Dialogo sull’arte di partire" di Andrea Semplici - Terre di Mezzo, 2010

Viaggiare a una velocità tale da respirare il paesaggio circostante e la vita che lo anima. È la storia di un uomo che ha attraversato l’Italia trainando un insolito veicolo.

Si celebra in occasione del plenilunio del terzo mese lunare. Al tempio Khmer dovrebbero confluire migliaia di pellegrini sia dal Laos del Sud che dalla Thailandia del nord est.

Cantare la storia con le note della tradizione. In Puglia, la settima rassegna internazionale di musica popolare. Ascoltando i Radicanto. Viaggio tra le sonorità del Mediterraneo.
Paese bellissimo.
Non vado a Guardia da un sacco di anni ma nel mio cuore ne sento sempre il suo affascinante richiamo.
Ma che bello sembra il mio paese………..
Un paese bello e silenzioso. Con abbitanti simpatice e onesti.
E il mio paese.
I luoghi raccontati in modo poetico suscitano la voglia di visitarli per poter vivere le emozioni lette nell’articolo.
guardia Perticara è un borgo incantevole della Lucania.
Complimenti all’autore dell’articolo che ne ha reso giustizia.