Da bambini bastava un lenzuolo avvolto attorno alla testa e liberare la fantasia per diventare una principessa e catapultarsi per ore in un mondo ricco di avventure emozionanti, cortei sfarzosi, dame accompagnate nelle danze da bellissimi cavalieri, giullari divertenti e feste infinite dentro castelli.
Da adulta ho potuto rivivere questi momenti di divertimento fanciullesco non appena ho attraversato le mura di una cittadina nella pianura piacentina, un paese talmente irreale da diventare reale nel suo esistere quotidiano.
La magia ti avvolge e ti lancia in un mondo nuovo ed antico assieme che pare il set di un film già nel varcare la porta d’accesso nelle mura, un bell’arco con un affresco nella parte superiore, e subito si rimane sorpresi da ciò che i nostri occhi vedono: un caratteristico villaggio medievale, perfetto in ogni dettaglio, costruito attorno al castello originale del 1400 della famiglia Visconti.
Siamo a Grazzano Visconti, città d’arte, pochi chilometri sotto Piacenza, edificato nella sua forma attuale agli inizi del Novecento. Tutto ciò che ci circonda è riprodotto fedelmente, come se si fosse conservato nel tempo per arrivare sino a noi, e la sensazione dominante è d’essere finiti in una fiaba, dove tutto è vero, ma nulla è reale.
Mano a mano che si esplora l’abitato, si nota che molti degli abitanti sono dediti all’artigianato, e le innumerevoli botteghe che si affacciano sulle viuzze con splendide insegne in ferro battuto, espongono i più svariati oggetti consoni alla ricostruzione storica: archi e frecce, le cinture di castità, articoli per la casa in ceramica, lampadari anticati, boccali e candelabri.
Il posto è da svaligiare in ogni minimo anfratto con la vista, molti sono gli scorci splendidi che ad ogni angolo si aprono davanti. Non manca nulla in questa piccola bolla di fantasia: c’è la cappella dell’Armeria, le piazzette rese romantiche dai fiori rampicanti e dagli affreschi che decorano le facciate delle abitazioni, numerose fontane, il monastero (anteriore all’anno 1000), il palazzo dell’Istituzione e l’albergo del Biscione.
Passeggiando per il borgo si arriva al parco, in mezzo al quale resiste dal 1400 il castello, che, purtroppo, non è visitabile in quanto abitazione privata, ma che, in ogni caso, vale un’occhiata esterna per lo splendido stato di conservazione. A base quadrata, con quattro torri agli angoli, due a base quadrata e due circolari, è circondato, come nella migliore fiaba, da un fossato.
Obbligatoria è la tappa a Cortevecchia, ossia una vasta area destinata a piazza e verde pubblico in cui è stata ricreata la realtà contadina del borgo. Intorno sorgono casolari, alcuni dei quali adibiti a mostre su antichi attrezzi e macchine agricole.
Caratteristica è la festa di primavera, con il corteo storico in costume e il torneo equestre delle antiche casate e pranzi medievali dove si mangia rigorosamente con le mani.
Per gli innamorati del passato, Grazzano Visconti è una delle mete da non mancare.





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