Nord Europa con ispirazione indonesiana, via orange: Göteborg, la porta dell’arcipelago occidentale di Svezia. Fondata da re Gustavo II Adolfo e realizzata sul modello di Giacarta dagli olandesi, già esperti di canali, acqua e fango, ha sempre rappresentato un punto strategico trovandosi a metà strada tra la capitale norvegese Oslo, e quella danese Copenaghen.
Padre del fondatore della città fu Carlo IX, di cui una gigantesca statua equestre in bronzo e rame mi dà il “la” per il mio tour. Il monumento scandisce fierezza e solennità. I pesanti zoccoli dell’animale aumentano la sensazione di dominio sulla Kungportsplatsen (letteralmente significa piazza King’s gate, dall’omonima porta), costruita nel 1852 quando il Cancello era circondato da un fossato.
Non solo gli olandesi investirono nella città svedese, ma anche tedeschi, inglesi e scozzesi. Göteborg ha sempre beneficiato della generosa intraprendenza europea. “Ospedale, università”, mi spiega Anna Melin, mentre guida i miei primi passi nel centro cittadino, “la maggior parte delle strutture pubbliche sono state realizzate grazie a generose donazioni”.
Parchi verdi e giardini botanici sono una costante. Me ne accorgo subito costeggiando uno dei tanti canali navigabili, con una particolare attenzione alle piste ciclabili e zone pedonali. Apprendo con ammirazione, e un po’ d’invidia pensando all’Italia, che ogni abitante della città dispone di 175 mq di spazio verde ciascuno.
Passeggio per la Haga Nygata, ricca di case d’epoca, e rilassanti caffè dove servono colazioni continentali ed europee. Ancora qualche metro, ed eccomi a Linnegatan, una strada di circa un chilometro nel quartiere di Haga, dedicata al botanico Carl von Linné (1707-1778), uno dei fondatori della scienza biologica, che nel corso dei suoi viaggi scoprì nuove specie per la Svezia. Molti nomi di piante e animali di oggi sono stati dati proprio da Linné.
Perpendicolare a quest’ultima via, c’è la Nordeskiolds – gatan (19-19), dove si trovano sette ristoranti italiani. Più in alto invece, ha sede il Naturhistoriska Museet, il museo più antico della città, al cui interno si trova una balena blu e dove, emulando le avventure del Pinocchio di Collodi, si può entrare dentro il gigantesco mammifero.
Non corro il rischio di sentirmi lontano da casa: i tanti e ordinati tram che attraversano Göteborg sono stati realizzati a Palermo, Napoli e Reggio Calabria. Intanto faccio tappa in piazza Götaplatsen, casa del Göteborg Museum of Art. Di fronte c’è il dio del mare, Poseidone, circondato da pesci e figure umano-marine. Sontuosa opera realizzata dallo svedese Carl Milles (1875-1955), molto noto e affermato anche negli Stati Uniti.
Riprendo la direzione del verde. Variopinte corolle floreali mi accompagnano con mano gentile sempre più avanti. A pochi passi dal Rosenbergs Teatern, trovo la scultura più nota dell’artista svedese Carl F. Reutersward, “Non Violence”, una pistola piegata che non spara il cui originale si trova a New York, davanti alla sede dell’ONU. L’opera fu realizzata subito dopo aver appreso la notizia dell’assassinio del cantautore inglese e suo amico John Lennon.
Cammino fino ad arrivare al porto. Il mare tinteggia un sole che scalda, in opposizione alle raffiche eoliche. La grande ruota panoramica aspetta i suoi passeggeri. Pochi minuti e potrò imbarcarmi verso l’Eriksbergshallen dove sono atteso dal genio di Leonardo da Vinci, Raffaello e Michelangelo, nella mostra E luce fu.
INFORMAZIONI UTILI
Dove alloggiare: Hotel Flora
Dove mangiare: Hemma Hos
Scopri Göteborg: Visit Göteborg





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