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Gli automi di Lione, patrimonio dell’Umanità

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Aperto nel 1991 e dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’Unesco, il Musée des Automates EMA di Lione costituisce senza dubbio una visita curiosa, sorprendente e interessante, ben lontana dal cliché che vuole i musei noiosi e stipati di antichità polverose.

Si tratta di un museo di automi, bambole meccaniche in movimento, che ballano, corrono e camminano nelle loro ambientazioni scenografiche costruite con dovizia di particolari, duecentocinquanta automi ordinatamente sistemati in sette sale.

Sono gli automi del Laboratorio EMA, creato dai fratelli Augustine, Georges e Robert Ema, realizzatori di ciascuno dei “pezzi” presenti nel museo.

E’ interessantissimo assistere ai movimenti di questi strani antenati dei robot e cercare di indovinarne la tecnologia, ma, per non perdere la magia di questa visita, è forse meglio lasciarsi trasportare dalle atmosfere rétro create dalle ambientazioni.

Si comincia con una scena di circo, con tanto di tendone e di quelle musiche inconfondibili che hanno accompagnato la nostra infanzia al ritmo delle quali lavorano alacremente equilibrista, domatore, clown, mago, cavallerizza e cow-boy.

Molte ambientazioni sono dedicate a personaggi celebri della cultura e della tradizione francese, lionese e non: François Rabelais, scrittore rinascimentale e Gargantua, il suo celeberrimo gigante; Victor Hugo con la sua Notre Dame de Paris, in un’ambientazione che riproduce fedelmente la cattedrale parigina.

Infatti si trova Quasimodo, il capitano Febo, l’arcidiacono Frollo e, ovviamente Esmeralda, giovane e bellissima gitana che scandalizza e fa perdere la testa a ogni uomo nella gretta e retrograda Parigi del Medio Evo.

E come potrebbero mancare altri protagonisti indiscussi della letteratura d’Oltralpe, quali i Tre Moschettieri di Alessandro Dumas o il Cyrano de Bergerac di Rostand?

Ci sono pure i pittori, o meglio i loro dipinti più famosi animati dalla tecnologica magica del movimento, come il Lavoro nei campi di Jean-François Millet, o i musicisti, con un omaggio a Mozart rappresentato da una animazione danzata e musicata de Il flauto magico.

Così come sono presenti anche le fiabe, Peter Pan con la sua immancabile Campanellino, in Francia la Fée Clochette, Wendy, John, Michael e Capitan Uncino, Pinocchio, il Gatto con gli Stivali e Topolino.

Un’altra sezione è dedicata interamente alla Provenza (che, ricordiamo, non è la regione in cui si trova Lione), i personaggi celebri ai quali ha dato i natali, le feste tradizionali, come un matrimonio in costume locale, nonché i coloratissimi e profumati mercati provenzali.

Certo, i movimenti di questi automi non sono particolarmente agili, scattanti e fluidi, soffrono di una certa…rigidità articolare, ma si tratta sicuramente di una tecnologia antica (l’età d’oro degli automi è l’inizio del Ventesimo Secolo, ma i primi furono costruiti addirittura nel Medioevo, ovviamente con le tecniche rudimentali in voga all’epoca) e degna di grande rispetto e ammirazione. Altro che le moderne bambole che dicono “Mamma!”.

Inoltre, l’aspetto più divertente è forse ammirare la precisione e la cura applicata nella realizzazione delle scenografie, delle coreografie, nella scelta delle musiche.

Ed è anche opportuno ricordare agli eventuali snob che dovessero storcere il naso all’idea di un museo non serio, che l’Unesco è piuttosto severa nel dichiarare un sito Patrimonio dell’Umanità (anche a causa dei fondi obbligata a stanziare per mantenerlo, molto prosaicamente).

Se un semplice Museo degli Automi, piccolo piccolo di fronte a un Louvre o a un Hermitage, ha potuto godere di questo privilegio, un motivo ci sarà.

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Tanti viaggi

"Tanti viaggi" di Vittorio Orsenigo - Archinto, 2011

Da Parigi alla luna

"Da Parigi alla luna" di Adam Gopnik - Guanda, 2011



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