Lunga, sinuosa e suggestiva. E’ la Strada dei Re, in Giordania, Medio Oriente. Il nome altisonante la identifica, in passato, come la via principale che si snoda lungo uno dei paesaggi più belli del Paese.
Un tempo, luogo di passaggio e di commerci. E’ una scoperta ogni tornante, ogni terrazza da cui osservare il panorama. Attraverso la Strada dei Re si raggiunge l’incantevole riserva naturalistica di Dana.
Un’oasi nel bel mezzo della Giordania. Un luogo in cui praticare escursioni, passeggiate, scalate o, semplicemente godersi la natura.
Dana è un minuscolo villaggio ottomano di case di pietra, oggetto, negli ultimi anni, di un’ambiziosa opera di recupero di turismo sostenibile. Un esperimento sociale, unico nel suo genere, che, giorno dopo giorno, genera i suoi frutti grazie alle piccole attività imprenditoriali agricole della zona, affidate agli abitanti per restituire linfa vitale ad una comunità, prima in decadenza.
Oggi, agricoltura e pastorizia fanno di Dana un centro autonomo, provvisto di elettricità, di acqua corrente, di telefono, mentre prima ha il triste primato di essere uno dei siti più poveri dello Stato. Il cambiamento è seguito dall’occhio vigile della Royal Society for the Conservation of Nature (Rscn)
Appollaiato su un promontorio, a ridosso della Strada dei Re, Dana è il punto di partenza per gite nelle aree protette giordane.
Premuniti di una guida esperta, ci si può addentrare nel mezzo della sua fitta vegetazione, tra i vari sentieri. Qui, flora e fauna sono molto varie e comprendono alcuni esemplari di animali quali aquile, falchi, cuculi, gufi, ciuffolotti del Sinai, iene, linci, tassi, volpi, lepri, stambecchi e, persino granchi di acqua dolce.
Insomma, la riserva è affollata da una popolazione celata dalle piante. L’aspetto di Dana è affascinante e grezzo, nel senso che non è adattato alle esigenze del turismo di massa che questa località non conosce affatto.
Il villaggetto è costituito solo da sparute case, circa una sessantina, e da qualche struttura ricettiva molto spartana dove si può pernottare. Non ci sono negozi, ristoranti o altre attività del genere.
Dopo aver visitato i sentieri dai nomi romantici, come il sentiero delle Steppe, quello delle gocce d’acqua o il sentiero archeologico della miniera di rame di Faynan, il momento migliore giunge al crepuscolo.
Quando ci si riposa e il sole si addormenta lentamente sul bordo sottile dell’orizzonte fino a sparire, la sera cala con il suo manto scuro e l’aria rinfresca concedendo un po’ di tregua alla calura diurna. E’ in questo istante che Dana abbraccia il viaggiatore facendolo sentire al centro del mondo.
Lontano da tutti e da tutto, se la luna, riservata e discreta, non si mostra, le stelle brillano fino ad accecare gli sguardi increduli e, allora ci si può sdraiare sui tetti delle abitazioni e, su alcuni, persino piantare la tenda, così da dormire sotto il cielo della riserva.
Sotto il cielo luminoso dell’oasi mediorientale.





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