Colonia, mercatino natalizio nella piazza del Dom © Monica Genovese
Le voci si confondono nell’aria, si miscelano tra loro come ingredienti della stessa bevanda. E’ tutto un vociare di lingue, tedesco, italiano, inglese, francese, spagnolo. Qui, sono in tanti a provenire da Paesi diversi, ma il comune denominatore è lo stesso. Gustarsi l’atmosfera dei mercatini natalizi in Germania.
Colonia, in tedesco Köln, quarta città più vasta della Germania. Ricca di storia e di architettura. Un groviglio di chiese romaniche, medievali, edifici del dopoguerra e un imponente duomo, il Dom, cuore dell’Altstadt, dedalo di vie in cui passeggiare.
E proprio davanti al Dom, ma non solo, si disegna nell’atmosfera locale un surreale quadro, fatto di colori rosseggianti, di suoni armoniosi, di profumi intensi e penetranti, misto tra essenze naturali vendute in qualche espositore, e leccornie tipiche della zona, salsiccia con senape, crauti, schiacciatine di patate fritte, il tutto annaffiato dalla Kölsch, birra di Colonia che scorre a fiumi, come il Reno che la bagna.
Dall’alto del duomo, visitabile quotidianamente, si osserva la sottostante piazza che brulica di persone mentre passeggiano sotto i tetti rossi degli stend, piccole case in legno adorne di elfi, renne, slitte e, dell’immancabile Babbo Natale. Non si tratta solo di mercati periodici in virtù delle festività natalizie.
Si tratta di una tradizione che si rinnova ogni anno e, ogni anno si esalta e si perfeziona. Migliaia i viaggiatori che si fermano in questo luogo. Migliaia i bambini e i giovani che si godono il panorama di magia.
I venditori chiacchierano con i clienti, decantano i loro prodotti e offrono assaggi. Tutto il giorno. Tutti i giorni. Saponi, candele, spezie, panini, decori per la casa, spazzole in legno, oggetti ornamentali festivi, liquori particolari, gelatine di frutta e cioccolato, ma anche piccole opere d’arte.
Sculture raffiguranti animali di latta colorata, pendagli ad effetto tridimensionale che traggono in inganno la vista, ciondoli realizzati con le posate, con i minerali e molto altro. Giostre panoramiche per osservare la città dal cielo. Colonia si trasforma in una sorta di circo. E, sopra ogni altro odore, incontrastato re degli aromi, il classico vin brulé.
Le gote infreddolite dal clima invernale, arrossiscono al primo sorso di questa calda, intensa bevanda che, qui si beve con aggiunta di rhum o amaretto. Le mani avvolte dai guanti abbracciano la tazza rossa del vin. E le campane del duomo, come una volta, danzano avanti e indietro per i loro rintocchi.
"Berlino-Mosca. Un viaggio a piedi" di Wolfgang Büscher - Voland, 2008

Ricchezza opulenta. Antico splendore. Viaggio nel Palazzo della capitale austriacache ospitò per sei secoli la vita aulica degli Aburgo. La meravigliosa residenza dell’incantevole imperatrice Elisabetta di Baviera.

Nell’antica sede della casa imperiale d’Asburgo la neve conferisce ancora più charme. Oltre al palazzo e il giardino (patrimoni dell’Unesco), c’è anche lo zoo fra i cui ospiti dimorano anche dei simpatici orsi.

Nel 1976 il Corriere dei Ragazzi indice un insolito concorso di scrittura. Come nasce un reporter. Il mondo visto e raccontato dai più piccoli.
Che buono il vin brulé con l’Amaretto di Saronno…
Sono tornata ieri da Stoccarda : è vero l’odore del vin brulè (che poi non è esattamente come lo facciamo in Italia) riempie le narici e i corpi…riscaldandoli!
Grazie Nicla per il tuo commento e per aver condiviso il tuo “ricordo olfattivo”.