In provincia di Udine, nella bassa friulana, sorge la cittadina di Marano Lagunare. Una Venezia in miniatura che si snoda attraverso un reticolo di strettissime viuzze, con casette basse dai colori sgargianti, i panni a stendere alle finestre e l’odore di salmastro che nelle giornate fredde e umide, si fa ancora più pungente.
Via terra si può raggiungere la cittadina da un’unica strada proveniente da nord, attraverso la quale ci si può immergere rapidamente in questa atmosfera d’altri tempi. Marano è contenuta, d’inverno conta poco più di 2.000 abitanti, ma d’estate si anima grazie al turismo e ai locali di pesce per i quali è molto apprezzata. Dalla piazza centrale, concentrata attorno ad una torre medievale e ad un’antica fortezza, si diramano innumerevoli calli, lungo le quali sorgono le abitazioni e gli edifici storici, a costituire un agglomerato parzialmente circondato da acqua.
E’ qui, sul delta del fiume Stella che si può far visita alla Riserva Naturale Foci dello Stella: una striscia di terra ancora intatta, un’oasi naturalistica dove flora, fauna e quiete regnano ancora incontaminate.
Canneti e tortuosi percorsi idrici contraddistinguono questo parco, delimitato a est dal fiume Isonzo e ad ovest dal Tagliamento, un ambiente composto per lo più da zone paludose, habitat di rare specie di uccelli acquatici.
Un’attrezzata motonave (un tempo condotta dal leggendario capitan Geremia, ancora protagonista dei racconti dei “vecchi lupi di mare”) vi trasporterà lungo i canali che percorrono questo specchio d’acqua, nella laguna racchiusa tra la terra e il mare aperto: tra i canneti si celano, infatti, vere e proprie vie d’acqua, con tanto di cartelli stradali e indicazioni sulle varie direzioni.
Le foci dello Stella sono note e protette soprattutto per la grande quantità e varietà di uccelli che, dotati di un buon cannocchiale, si può avere la fortuna di osservare durante l’escursione. Sono molte infatti le specie che animano questo particolare ambiente palustre durante le diverse stagioni, scegliendolo non solo per sostare durante le migrazioni, ma anche per nidificare; dal barbagianni al cormorano, dalla gabbianella d’acqua al germano reale, dal falco di palude all’airone cenerino.
L’escursione prevede poi la visita al gruppo di casoni più numeroso, situato proprio alle foci dello Stella. Caratteristiche e tradizionali abitazioni, un tempo utilizzate dai pescatori per riporre gli attrezzi da pesca, dormire e ripararsi dagli improvvisi temporali, i casoni sono ora per lo più un’attrazione turistica. A base rettangolare, costruiti con la paglia e le canne di cui la zona abbonda, erano dotati all’interno di pochi semplici elementi e di un fuoco al centro che veniva acceso per scaldarsi durante i mesi più freddi e allontanare le zanzare d’estate.
Dopo la sosta allietata da un immancabile pranzo a base di pesce e dall’intrattenimento offerto dall’equipaggio con tanto di chitarre e trombe, ci si può riposare godendo della quiete che caratterizza tutta l’oasi naturalistica. Un paesaggio d’altri tempi, dove la natura vive ancora incontaminata in una quiete che sembra rallentare il trascorrere delle ore.





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