Germania. Brisgovia, a ridosso della fitta Foresta Nera, nella zona del Baden-Württemberg, a pochi chilometri dall’Alsazia, regione francese e dalla Svizzera, sorge Friburgo. Quieta cittadina dall’aspetto elegante, minuto e delizioso.
Si presenta come un piccolo merletto d’epoca e da ogni strada fa capolino un’opera d’arte. Fiore all’occhiello, è l’imponente Münster, la cattedrale, i cui lavori hanno avuto inizio nel 1200 ed oggi, come in passato, fa da sfondo al mercato locale, sempre affollato.
Sbirciando negli anfratti di vicoli e viuzze, ci si imbatte piacevolmente in quello che, un tempo, era il quartiere dei pescatori. Fischerau. La zona delle loro vecchie residenze, affacciate sul canale sottostante le case. Sembra una sorta di miniatura di Venezia. Una boule de neige.
E’ una zona caratteristica, molto graziosa, piccola e accogliente. Da una parte della strada, il canale con le sue acque scure in cui si riflettono le palazzine colorate, alcune delle quali, ai piani bassi, si aprono in terrazze ricolme di uccelliere, candele, tavolini e sedie, insomma piccoli, insoliti salottini.
Dall’altra, la stradina di ciottoli fiancheggiata da negozietti di vario genere. E, appoggiate alla ringhiera che impedisce l’accesso al canale, qualche bicicletta in attesa del suo proprietario. Un quadro d’autore.
Dirigendosi verso il centro, traboccante di boutique alla moda e ristorantini tipici, si possono notare sul selciato molti mosaici. Ognuno di questi indica gli antichi mestieri, ancora oggi praticati. Davanti ad una gioielleria si scorge il mosaico di un diamante, davanti ad una macelleria un bue e così via, per il piacere degli occhi e della propria curiosità.
Passo dopo passo, ci si trova a lambire i rivoli d’acqua che scorrono paralleli alle strade, solitamente solo da un lato. Si tratta dei Bächle, canali che, anticamente, trasportavano l’acqua non potabile e che rappresentano il simbolo di una delle leggende di Friburgo.
Si racconta, infatti che il turista che, per distrazione, metta un piede nel canaletto sposerà un uomo o una donna della città. Altri segni indelebili, impressi sui muri e sulle strade, stanno ad indicare i nomi delle famiglie ebree che abitavano a Friburgo, prima della deportazione nei campi di sterminio nazisti.




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