La storia dell’automobile viaggia attraverso mille strade e, alcune di queste conducono a Mulhouse, in Francia. Località alsaziana industriale, moderna, non lontana da Colmar e sede di importanti e originali musei.
E uno di questi è proprio la Città dell’Automobile. Un tripudio al motore. Una serie di sale che ospitano capolavori dell’industria automotive. Quattrocento rari veicoli realizzati in Europa dal 1878 in avanti da più di cento produttori e, una sezione interamente dedicata alla regina delle auto, la signora Bugatti.
Gli stessi stabilimenti della Bugatti si trovano nei pressi di Mulhouse. Si tratta di una collezione mozzafiato, un viaggio attraverso la storia e i colori. Attraverso la tecnologia. Dai primi timidi passi a quelli più audaci e impegnativi. Rolls Royce, Ferrari ed altri marchi noti sfoggiano, qui la propria bellezza.
Il museo nazionale è la raccolta di quelle auto che, per passione quasi maniacale, Frit Schlumpf, magnate dell’industria tessile di un tempo, acquista di volta in volta, creandosi il suo personale e costoso vezzo, se tale si può definire.
Incalcolabile il valore di queste vetture, come pure il costo per l’industriale tessile che, al crollo del suo impero, nel 1977, riparando in Svizzera, deve abbandonare.
Le auto, conservate gelosamente in un’ala della fabbrica di Schlumpf a Mulhouse, rischiano di essere distrutte dai suoi ex lavoratori che, indignati per il fallimento, le considerano un affronto capitalistico alla loro precaria situazione economica. Nonostante tutto, restano illese e, nella medesima costruzione in cui il magnate le accoglie, ovvero la sua storica azienda, oggi è ospitato il museo.
Alcuni di questi veicoli, esemplari in eccezionale stato di manutenzione, sembrano arrivare direttamente dagli anni dei nonni dei nostri nonni, quando le strade sono affollate da carrozze trainate da cavalli e da poche auto. La velocità non è la stessa di oggi e, in quel lontano periodo, un’automobile che arriva a sfiorare i quaranta chilometri orari è una rarità da mettere in mostra, da esaltare e da farsi invidiare.
Le donne, con i loro cappellini ingombranti, le vesti lunghe e fruscianti, i guanti immacolati, salgono, con poca destrezza, sulle vetture che le conducono verso il futuro.
Lungo le file delle auto esposte, si passa da un periodo storico ad un altro nello scintillio delle carrozzerie lucide e colorate.
Ogni tanto, fa capolino anche qualche bizzarro prototipo. Ma la star del museo, almeno per gli appassionati del genere, è lei. La Bugatti Royal. L’auto di Ettore Bugatti. Tecnologia unita al lusso. Interni spaziosi, rivestimenti vellutati, morbidi che ricordano un salottino d’epoca. E’ l’auto che Bugatti vuole deputare a regnanti e capi di Stato.
Costruisce i suoi primi modelli tra il 1900 e il 1901 e realizza il suo impero in Alsazia, quando questa terra appartiene alla Germania e non alla Francia, come oggi. E oggi, il marchio Bugatti è di proprietà Volkswagen.
E’ suggestivo osservare anche dall’esterno il museo che, fatta eccezione per una sola parte più avveniristica e concepita per simboleggiare le auto, resta in tutto fedele a quella vecchia fabbrica in cui Schlumpf sfoga la sua fissazione per i motori, mentre tutto il suo mondo finanziario crolla.





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mi sono fermato a visitarlo perchè ero di passaggio, ma meriterebbe di andarci apposta dall’italia!!! è meraviglioso!!!
Grazie Carlo per il tuo commento. Spero che tu possa visitare la “Città delle Automobili” quanto prima e, se ti interessa, a Mulhouse c’è anche la “Città dei treni”, un museo molto particolare. Il Reporter ha pubblicato un articolo su questo viaggio che, se ti fa piacere, puoi leggere.