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Firenze, davanti agli Uffizi del Destino - foto : Galleria degli Uffizi: Dante, Leonardo da Vinci e Amerigo Vespucci © Luca Ferrari
Galleria degli Uffizi: Dante, Leonardo da Vinci e Amerigo Vespucci © Luca Ferrari

Firenze, davanti agli Uffizi del Destino

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Attraverso una nuova direzione. Mi perdo nelle nuvole che a turno cercano di sostare il più possibile sopra il campanile giottesco. Sono a caccia di nuove prospettive. Faccio finta che questa città sia una delle tante. Provo per qualche secondo di cammino a mentirmi dicendo che avrei potuto scegliere un’altra meta.

Ogni volta che cammino solo per le strade del centro di Firenze, mi sento preda di reminescenze difficili da contrastare con la sola armatura del presente. E finisce che mi siedo sempre su qualche scalino. E mi ritrovo a cancellare o aggiungere qualche nome dall’agenda.

Aggiro l’Arno e mi trovo spaesato oltre di lui. Mi sento contagioso, e per nulla arginato. Poco volenteroso nel camminare da solo. Proseguo fra i negozietti (pochi ormai) degli antichi mestieri fiorentini. Quando decido di girare per uno dei tanti ponti, finisco per sbattere sulla maestosità della Biblioteca Nazionale Centrale.

Al contrario di come faccio di solito, cammino lento. Neanche fossi un novello Prometeo con il mondo sulle spalle che gli rallenta l’andatura. Entro nel grandioso spazio della piazza di S. Croce. C’è chi cerca di captare qualche raggio di sole. Ci sono i bambini che giocano. Ci sono i segni di qualche epico duello.

Non mi fermo. Non lo so più fare. Il richiamo di Piazza della Signoria riesce puntuale a spazzare via la ruggine di qualche difetto lacrimoso. Non faccio tempo a entrare nel cuore pulsante di Firenze che dalla sinistra vengo sbalzato e subito catturato dall’ala degli Uffizi. Lì ci sono tante sagge conoscenze.

Rivedo vecchi amici che non si sono spostati di un millimetro. Amerigo Vespucci, Dante, Boccaccio, Giotto, Leonardo da Vinci, Michelangelo, Galileo Galilei, Nicola Pisano, Lorenzo De Medici. Tutti lì fuori. Nell’ampio portico. Con il loro particolare sguardo. Salutati singolarmente uno ad uno, distolgo la mia attenzione da questi signori.

Con un fare quasi misterioso, setaccio gli sguardi dei sempre tanti passanti, e mi chiedo se a fianco di chi ha rivoluzionato il mondo con il proprio intelletto, ci sarà un giorno posto per qualcun altro. Se ci sarà mai qualcuno che avrà anche solo l’ardire di pensare una cosa simile.

Qualcuno che si metta qui davanti, e sfidi in un colpo solo il genio leonardesco, il coraggio vespucciano, la maestosità michelangiolesca. Chi potrebbe essere una persona simile? Come passerebbe la propria vita, un uomo o donna del genere? Magari un giorno si confiderà anche a qualcuno, sentendosi solo ridere in faccia per la propria onestà fuori dal coro.

Sento lo sguardo levigato dei scoli scolpiti passarmi sopra il mento. È uno strano modo di sentirsi fissato. Vedo una fenice spuntare dal nulla nel cielo. Sento i suoi spartiti raschiare ogni mio pensiero. Il mio destino contro il tempo.

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LIBRI

Il sentiero degli dei

"Il sentiero degli dei" di Wu Ming 2 - Ediciclo Editore, 2010



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