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Firenze, arte a cielo aperto - foto : Firenze, Fontana del Nettuno © Luca Ferrari
Firenze, Fontana del Nettuno © Luca Ferrari

Firenze, arte a cielo aperto

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Nei primi mesi di vita fiorentina, non feci altro che andare su e giù per il centro. Come fossi un turista mai sazio. Dal Duomo di Santa Maria in Fiore a piazza della Signoria. La prima conferenza stampa della mia vita fu per l’appunto nell’inimitabile edificio che domina quest’ultima, Palazzo Vecchio.

E ogni volta cercavo un posto nuovo dove sedermi e restavo beato a guardare il panorama. L’architettura. Le statue. A volte mi bastava chiudere gli occhi per immaginare Firenze qualche secolo dietro. Un cantiere aperto. Con gli artisti che si accalcavano per mostrare le loro opere.

E lì dietro il Palazzo, c’era l’Arno in cui lo confesso, ogni tanto tiravo qualche monetina per esprimere qualche desiderio. Eppure uno si era realizzato. Vivevo nel capoluogo toscano. Ed era come una droga. Ogni sera ci andavo a passeggiare. Spensierato come un bimbo al parco, che invece correva nella piazza con la sua storia.

E questa narra che solo intorno alla metà del XIII secolo iniziò ad assumere la sua forma attuale. Quando cioè le case dei Ghibellini, che si ergevano nella zona, furono demolite dai Guelfi. Di pari passo venne costruito poi Palazzo della Signoria, e così la piazza divenne il centro della vita politica cittadina, in antitesi con il centro religioso di Piazza del Duomo e la piazza per i commerci che era il Mercato Vecchio, dove oggi sorge Piazza della Repubblica.

Ma oltre a ciò, la piazza era anche la sede delle esecuzioni pubbliche. La più celebre, fu l’impiccagione (e messa al rogo) di Girolamo Savonarola, il 23 maggio 1498, condannato per eresia. Il luogo non fu casuale poiché tempo prima, il religioso insieme ai discepoli aveva dato vita al “Rogo delle Vanità”, dove erano stati bruciati molti libri, poesie, tavoli da gioco, vestiti, etc.

A ricordare questo evento, una targa sulla piazza di fronte alla Fontana del Nettuno (detta anche del Biancone), altro indiscusso capolavoro che arricchisce ulteriormente l’area. A realizzare l’opera fu lo scultore e architetto locale Bartolomeo Ammannati (Settignano 1511-1592), dopo aver vinto il concorso per creare la prima fontana pubblica di Firenze, voluta da Cosimo I de’ Medici.

Completano la piazza, Palazzo Uguccioni, il Tribunale della Mercanzia e la Loggia della Signoria (o dei Lanzi), costruita fra il 1376 e il 1381 da Benci di Cione e Simone di Francesco Talenti con funzione di balcone per arringare la folla durante le cerimonie ufficiali. Sovente capita che giovani artisti si siedano tutt’intorno per disegnare le pregevoli statue collocate in un secondo momento.

E c’è chi può godersi tutto questo ogni giorno. Nel prendersi il caffè la mattina o mentre va di corsa all’università o al lavoro, e magari trarre ispirazione da chi la Storia l’ha già fatta. Può lanciarsi in una qualche artisica conversazione silenziosa, mentre il cielo, le nuvole e gli astri, sembra che vadano più lenti quando passano per Piazza della Signoria.

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"Le dieci regole del viaggio ideale" di Fabiola Marchet - Gruppo Editoriale Armenia, 2011

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