Le tre torri del castello di Olavinlinna entrano nel cielo basso e grigio. Mentre attraverso il ponte che lega la città di Savonlinna alla fortezza medievale, vedo la sua ombra possente cadere nelle acque semi ghiacciate del lago Saimaa. Pochi metri d’acciaio per arrivare allo sperone di roccia su cui sorge dal 1475 uno dei manieri meglio conservati nell’Europa settentrionale.
Fu realizzato dal danese Erik Axelsson Tott, governatore di Vyborg e delle Province Orientali, per proteggere il confine finnico-svedese da quello russo. A quei tempi, la Finlandia non esisteva ancora come stato indipendente: era inglobata nell’Unione di Kalmar con Svezia, Norvegia e Danimarca. Axelsson Tott battezzò il castello con il nome di un crociato norvegese: Olavinlinna o Olaf, divenuto poi santo patrono di tutti i cavalieri.
Le mura davanti a me sono imponenti, come la porta in legno massiccio che delimita l’entrata sulla piazza grande: qui, i soldati si dividevano le incombenze e le bevande: infatti, venivano pagati con cinque litri di birra al giorno e sette la domenica. Oggi, invece, per l’intero mese di luglio si può assistere al Festival dell’Opera.
L’evento musicale è ormai una tradizione consolidata che richiama nella città di Savonlinna turisti, viaggiatori e appassionati di musica. Tutti pronti a scoprire una delle zone più belle del Samo, attraversando le sue acque limpide con i battelli che ogni giorno regalano dai loro ponti scenari vividi e intensi.
Ed è proprio per queste acque, strette in una morsa gelida d’inverno, che il castello venne edificato qui. Oltre a garantirgli protezione dagli attacchi nemici, era una sentinella attenta per vigilare e controllare la zona. Ma lo sperone di roccia su cui svetta non bastò al maniero per respingere i russi: infatti venne occupato dal 1714 al 1721. E poi di nuovo nel 1743 sino al 1847.
Con l’annessione della Finlandia alla Russia nel 1809, perse la sua “vena” militare e negli anni 50 del XIX secolo divenne una prigione. Poi negli anni 60 due incendi lo danneggiarono gravemente. Solo tra il 1961 e il 1975 fu restaurato così come lo vedo io oggi.
Torno dal ponte innevato e cammino sulla riva che “cinge” il castello. Una flotta d’anatre riposa attraccata al bagnasciuga bianco. Sono gli unici esseri in questo freddo pomeriggio finlandese a sfidare il vento che farfalla la neve anche vicino alle case.
Risalgo la salita verso il centro di Savonlinna: dei suoi 27.253 abitanti incontro solo un giovane in bicicletta. Pattina sul ghiaccio con due ruote, ma non desiste. Poi, prima di ripartire, guardo per l’ultima volta le tre torri del castello di Olavinlinna: da quassù sembrano ancora più dentro il cielo.
INFORMAZIONI UTILI
Come arrivare dall’Italia: Finnair
Dove alloggiare: Bed&breakfast Lomamokkia
La zona del lago Saimaa: Visit Saimaa
La Finlandia Visit Finland





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