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Dunluce Castle, Irlanda del Nord - foto : Dunluce Castle © Andrea Lessona
Dunluce Castle © Andrea Lessona

Dunluce Castle, Irlanda del Nord

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Sulle scogliere della Causeway Coastal Route, i resti del Dunluce Castle sopravvivono stretti a un blocco di basalto nero. Il profilo del maniero nega l’orizzonte e il mare in burrasca dell’Irlanda del Nord, trenta metri dabbasso.

Dal parcheggio sulla strada, sento le onde sbattere contro i faraglioni, mentre guardo il sole squarciare il cielo e attraversare i ruderi della fortificazione costruita qui, nella contea di Antrim, intorno al 1200 da Richard Óg de Burgh, secondo Conte dell’Ulster.

Scendo lungo il sentiero e supero il cancello in ferro dell’entrata. La Mainland Court si apre davanti a me. Sulla sinistra c’è la biglietteria a destra la stanza audio video che racconta la storia del luogo.

Secondo alcuni documenti del 1513, la famiglia MacQuillin si impossessò del castello dopo che i suoi membri divennero Signori del distretto. Più tardi, il maniero passò sotto il controllo del Clan MacDonnell di Antrim e del Clan MacDonald di Dunnyveg della Scozia.

Attraverso il ponte rinforzato da un arco in pietra muraria. Una volta era solo solo uno stretto passaggio naturale che rendeva la fortificazione inespugnabile. Da qui vedo il mare fragoroso alzarsi e arricciarsi sulla costa. Proseguo sino a varcare l’ingresso vero e proprio del castello.

Le difese della parte più antica del maniero hanno mura esterne possenti e due torri con due angoli giro. Il corpo originale venne distrutto da un cannone nel 1584 e poi ricostruito in stile scozzese.

Cammino sino alla fila di colonne: in origine erano parte della Loggia che dava su un giardino elegante del XVI secolo. A causa dello sfaldarsi della roccia su cui posa la costruzione, la Manor House venne spostata in una posizione più centrale intorno al 1630.

Era costituita da una Grande Hall con due enormi caminetti e tre finestre ad arco e una scalinata in legno che portava agli appartamenti privati. Nella zona nord c’era una dispensa, una stanza per le stoviglie e una vecchia cucina.

Ma la parte che mi affascina di più e mi fa immaginare gli antichi proprietari è il vecchio tunnel proprio sotto la Torre a nord-est. Il passaggio segreto porta alla spiaggia e sembra che sia più vecchio del castello di 500 anni. Lì sotto venivano nascoste navi e imbarcazioni per raggiungere Rathlin Island o la Scozia.

Continuo verso la Corte della Cucina con i laboratori al pianterreno, dove i pavimenti di basalto sono irregolari, e gli appartamenti al piano superiore che conservano pietre tagliate d’arenaria.

Alla fine della roccia, le mura hanno perso la loro forza: nei secoli sono state attaccate dal mare che le ha indebolite ed erose sino a privarle della loro maestosità. Torno indietro sui miei passi guardano il cielo limpido che fa da soffitto al castello.

Riattraverso il ponte e seguendo le indicazioni e le scale scendo sulla spiaggia. Da qui vedo chiaramente la grotta che, per paura di frane, è vietata al pubblico. Dal mare ancora in burrasca, ascolto raccontarmi le gesta dei clan che si sono succeduti nei secoli. E in brivido di freddo rivivo per un istante le loro gesta eroiche.

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LIBRI

Storia del conflitto anglo-irlandese

"Storia del conflitto anglo-irlandese" di Riccardo Michelucci - Odoya, 2009

Una vita in libertà

"Joe Cahill. Una vita per la libertà" di Brendan Anderson - Bompiani, 2005



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