Giovedì, 11 Marzo 2010
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Reportage

Direzione Mont Saint-Michel - foto : Le Mont Saint Michel © Bender74
Le Mont Saint Michel © Bender74
18.04.2008

Direzione Mont Saint-Michel

Cielo plumbeo. Gli echi si rincorrono in un posto che ha visto più di una “storia” planare su quella terra. Lì, dove gli alleati, sfidando le leggi della tattica, sbarcarono per attaccare l’esercito di Hitler.

Sono sulla costa settentrionale francese, nel dipartimento della Normandia (creata durante la Rivoluzione francese), baciata dalle gelide acque della Manica. E poco più in là, oltre la coltre di onde, l’eterna rivale Inghilterra.

L’odore del selciato, bagnato da una moderata pioggia, s’impregna del salso. Percepisco un mondo marino diverso da quello cui sono abituato.

Una breve sosta nella piccola cittadina di Saussey, poche abitazioni circondate di verde, e poi via verso l’inimitabile Mont Saint-Michel, la città santuario.

Un tempo l’isola non era collegata con la terraferma. Ed è qui che venne costruito il santuario in onore dell’Arcangelo Michele, il cui nome latino originario era Mons Sancti Michaeli in periculo mari (traduzione italiana, Monte San Michele al pericolo del mare).

Percorro la diga di accesso (costruita nel 1880) che mi conduce all’ex-isolotto. Immagino cosa potrebbe succedere se la Natura si ribellasse alle azioni umane. Cerco di rallentare la mia tipica più che spedita andatura.

Arrivando sempre più vicino, sento salirmi un po’ di timore. Sarà la sua struttura architettonica, o chissà. Guardo questa costruzione lì da secoli. Penso alla fatica che deve essere costata. Penso al potere che un tempo mantenne. Una Troia francese. Immagino nella mia mente una storia tutta parallela vissuta dagli abitanti.

Meta turistica visitata da tutto il mondo, il sito è stato dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco da quasi trent’anni (1979).

Cammino e osservo. Fisso e procedo. Ripercorro il percorso senza mai voltarmi, neanche mi trasformassi in una statua di sale se lo facessi. Mi trasporto fino a una scogliera. Punzecchio la marea con domande petulanti.

Arrivo alla spiaggia di Sainte-Marie-du-Mont (Utah Beach). Qui, in un lontano giugno 1944, la fanteria anglo-americana sbarcò. La memoria di quei giorni si può ancora tagliare a fette.

Guardo diritto a me. Guardo oltre me. Non esiste autostrada che non abbia le sue scale lungo le proprie radici.

Libri

Vento forte tra Lacedonia e Candela

"Vento forte tra Lacedonia e Candela-Esercizi di paesologia" di Franco Arminio - Laterza, 2008

Viaggiare per dimenticare

"Come finisce un amore" di Philippe Besson - Guanda, 2009

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