« Barcellona, l’architetto di Dio Betlemme, viaggio nella Cisgiordania che reclama [...] »


Diario dalla Cina, contraddizioni pret-à-porter - foto : Cina © Michela Orlandi
Cina © Michela Orlandi

Diario dalla Cina, contraddizioni pret-à-porter

di

stampa stampa

Partire è un po’ come rinascere. L’attesa diviene fatidica. Contare le settimane. I giorni. Le ore. Ingoiare l’ansia dell’incertezza e cullare amorevolmente le aspettative. Rompere il guscio. Uscire dal bozzolo. Non più crisalide, ma ormai farfalla.

La metamorfosi appare appena un po’ meno poetica se avviene mentre si è incastrati in un minuscolo sedile di economy class con a fianco una perfetta sconosciuta. Bulgara forse. Sicuramente senza il minimo desiderio di socializzare, e che passa tutto il tempo a russare.

Ne avrò per dieci ore di volo. E io la maledico mentalmente e cerco di non sentire il suo respiro che puzza del whisky che si è appena scolata. In qualche modo si sopravvive. Minuto dopo minuto. Fino all’atterraggio.

A quel punto è un dispiegarsi d’ali e tutt’intorno è Cina. Sognata e sospirata. Cina che in passato mi ha già ferita e sanata. Cina dal fascino di tradizioni lontane che fanno timidamente capolino nell’assordante opulenza del progresso che avanza e tutto divora.

Contraddizioni da vedere. Toccare. Leccare. Annusare. Vivere. Contraddizioni pret-à-porter. Il salto da un piccolo paesino della pianura Padana a una metropoli che conta milioni di abitanti dà le vertigini.

Le prime volte che ho vissuto a Shanghai, da studentessa universitaria di cinese, mi sono sentita piccola e abbagliata. Tutto è velocità, entusiasmo, libertà. Una giovane espatriata, alla deriva nel flusso di vita che vortica nelle notti del divertimento.

Quando si hanno dalla proprio parte capelli chiari, occhi azzurri, un indelebile accento italiano, e un conto in banca con valuta europea, è facile lasciarsi pervadere da un senso di onnipotenza, inebriante e colpevole allo stesso tempo.

Ora, dopo qualche anno di assenza, sono tornata in Cina. Per continuare a parlare questa lingua impossibile. Per portare avanti il mio progetto di vita. Ferma determinazione a conoscere la Cina di tutti i giorni. Quella sobria e mattiniera, che fa la spesa nei mercati rionali e non consulta gli elenchi di ristoranti stranieri per decidere in quale cenare.

Pechino. Quarto anello. Periferia. Per raggiungere Piazza Tian’ An Men devo prendere un autobus e cambiare due linee della metropolitana. Tempo complessivo un’ora tonda tonda, se non c’è traffico.

Questo era un quartiere di pingfang. Casette basse. A un piano. Costruite una accanto all’altra, anzi, una sull’altra, quasi a volersi scaldare reciprocamente, a volersi tenere compagnia.

Le hanno demolite quasi tutte a inizio anno per fare spazio a nuovi condomini e centri commerciali. Le poche che restano, le si intravedono appena dalle finestre di casa mia. Restano disseminate tra i cantieri.

Piccole oasi sospese in un tempo senza tempo, in un silenzio che nemmeno i motori delle scavatrici riescono a rompere.

Ci sono ancora angoli in cui si dipanano reticoli di viuzze sterrate, fiancheggiate da un lato da maleodoranti canali di scolo e dall’altro da una fila di queste casette di mattoni, senza acqua corrente né elettricità. Buie.

Da quelle porte e finestre nere scivolano fuori bambini con occhi e bocche altrettanto neri. Giocano nel fango e tra la sporcizia. Fanno i bisogni nel canale. Occhieggiano al tuo passaggio.

Le signore fan crocchio davanti alle loro dimore. Gran ciarlare di donne. Puliscono le verdure per terra. Intrecciano ramoscelli o semplicemente se ne stanno tra loro. Non hanno niente e niente da perdere. Sorridono. Salutano pure.

Si esaltano se rispondi loro in cinese e ti invitano a entrare a casa loro. Entro in punta di piedi dove come Alice nella tana del bianconiglio. Qui non c’è il Paese delle Meraviglie ad attendermi. Solo la vita vera. Da osservare con umiltà. Scusate se è poco.

stampa stampa
LIBRI

La Cina in vespa

"La Cina in Vespa" di Giorgio Betttinelli - Feltrinelli, 2008

Le strade dell’uomo

"Le strade dell’uomo - Viaggi nel mondo d’asfalto" di Ted Conover - Edt, 2011



comment Lascia un commento a "Diario dalla Cina, contraddizioni pret-à-porter"

I campi contrassegnati da (*) sono obbligatori.



 





I Commenti più recenti
- Laura (raya) su R come Reporters
- Francesco Colucci su Aliano, l’ex-confino della Basilicata
- alex67 su John o’ Groats, alla fine della Scozia
- roberto su Vorkuta, Inferno Siberia
- Anna Maria su Murgia, sentieri di Puglia e Basilicata
- melissa su Palazzo di Cnosso, mito di Creta

Le ultime dal forum



SCELTI PER VOI

Storie

Falun Gong, bandire lo spirito
di

Falun Gong, bandire lo spirito - foto : Praticanti del Falun Dafa - foto tratta da wikipedia

Movimento perseguitato dal Partito Comunista Cinese. Un volantino e un’anziana sotto la pioggia. Un grido di dolore silenzioso.

Storie

Tibet, il sangue e l’orgoglio di una Nazione
di

Tibet, il sangue e l’orgoglio di una Nazione - foto : Monaci tibetani mentre escono dal monastero

Le fiamme avvolgono Lhasa e bruciano la speranza di un Tibet libero. La protesta di centinaia di monaci buddhisti continua. E’ iniziata lunedì scorso in occasione dell’anniversario della rivolta non-violenta del 1959 contro l’occupazione cinese.

Storie

Cina, nasce Confucio City
di

Cina, nasce Confucio City - foto : Il libro dei Riti - Foto tratta da Wikipedia

Costerà circa quattro miliardi di dollari e non sarà solo un tributo al grande Filosofo Pensatore ma celebrerà le invenzioni e le scoperte cinesi di tutti i tempi.






il reporter raccontare oltre il confine è testata registrata presso il Tribunale di Vercelli n. 4/2010 | © 2007-2012 il reporter