Percorsi di terra e aria. Tracciati misteriosamente sull’inconsueto sentiero che mi condurrà a Diamante, piccola cittadina calabrese della provincia di Cosenza. Le ore lente del primo pomeriggio accompagnano il mio viaggio. La pioggia lava rocce e piante. Il paesaggio sembra dividersi in due.
Da un lato l’acqua del cielo, dall’altro quella del mare. Le montagne si alternano a un’immensa distesa cristallina. Attraverso, sfiorandolo, il Parco nazionale del Pollino. Attraverso le nuvole, e non è un sogno. Sono lì, davanti a me, avvolgono la strada che sto percorrendo, alta sull’alto monte che la ospita.
Mi accorgo di essere arrivata a Praia a Mare. Un ponte di barchette bianche collega la spiaggia all’isola di Dino, gemma incastonata nel Golfo di Policastro.
Nonostante la bellezza del posto mi inviti a restare, proseguo il cammino per arrivare a Diamante prima di sera. Non manca molto. È difficile guardare questi luoghi e non fermarsi. Oltrepasso Scalea chiudendo gli occhi. Li riapro davanti ai colori del cielo. Sembrano sfumati da un artista.
La spiaggia di ciottoli è deserta. L’acqua gioca con la riva, incurante dello sguardo estraneo. Intravedo il fondale. Il mare riflette le ultime luci del giorno, accogliendole nella sua inconsapevole trasparenza. Dietro di me, le alte vette della natura.
Diamante profuma di cedro. Definita “perla del Tirreno”, è nota anche come città dei murales. Vicoli e palazzi del Centro Storico appaiono tappezzati di caratteristici dipinti, una mostra permanente all’aperto offerta agli occhi incuriositi dei visitatori. Pittori ed artisti di fama internazionale hanno realizzato questi quadri senza cornice a partire dal 1981. Accanto ai colori, le firme di poeti, scrittori, giornalisti e storici.
Diamante è il principale centro della Riviera dei Cedri, un prodotto qui coltivato abbondantemente. Tipici del posto sono i cosiddetti panicilli, fagottini al forno composti di uva passa e di foglie di cedro. Una delizia amata persino dal poeta Gabriele D’Annunzio.
Il tratto di costa su cui si affaccia Diamante non risparmia sorprese. La seconda delle due isole appartenenti alla Calabria, l’isola di Cirella, è facilmente raggiungibile dal porticciolo della città. Disabitata, fronteggia l’omonimo paesino, ricco di preziose testimonianze storiche.
La stanchezza del viaggio non si fa sentire. Decido di passeggiare sull’affollato lungomare. In lontananza, all’orizzonte, le luci di una barca. Poi, la musica. Quella del passato. Qualcuno mi consiglia di andare a visitare una fiera dell’Umbria poco distante. Rapita dai sapori e dagli odori della Provincia di Perugia, la gente assaggia gustose specialità al tartufo e sorseggia vini profumati. Mi lascio tentare dai salumi di Norcia e dalla tradizionale torta al formaggio.
Continuo a passeggiare sul lungomare. Penso alle ore appena trascorse, alla bellezza di un viaggio semplice e breve. Mi fermerò qui solo due giorni. È trascorso appena un pomeriggio. Già mi sento a casa.





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