Parco Nazionale di Plitvice (Croazia), scorcio di cascata © Luca Ferrari
La Croazia dei laghi e delle cascate. Dei ruscelli. Delle gradazioni di verde che ancora non avevo visto nella mia vita. Del suono dell’acqua che rimbalza sulla roccia e s’intinge armoniosa sulla soffice vegetazione, e che, come un saggio Virgilio, mi accompagna in questo viaggio svelandomi i segreti di un nuovo mondo naturale.
Salutata la graziosa cittadina di Ravanjska e la sua costa dove il fare colazione davanti al mare è quanto di più piacevole si possa immaginare per iniziare una giornata, punto il mio radar cartaceo verso nord, prendendo l’autostrada fino a Gornja Ploca, e quindi immettendomi nella statale che mi porterà diritto al Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice (Plitvicka jezera).
Girare per le strade croate è uno spettacolo. Aldilà dell’indubbia bellezza naturalistica, le strade sono punteggiate da venditori (quasi sempre donne) con minuscoli e grandi banchetti dove si vende frutta, verdura e il molto apprezzato formaggio locale. In taluni, fanno la loro comparsa anche distillati e miele.
Appunto. E’ consigliabile fare il tragitto a stomaco pieno. Se si viaggia coi finestrini abbassati, sarà impossibile evitare che la succulenta aroma del maialino di latte arrostito all’aperto dei vari ristoranti, entri nelle narici obbligandovi a scendere e saggiare questa specialità.
Le indicazioni sono perfette, e tempo due ore scarse entro nel teatro dell’immenso parco naturale, Patrimonio Mondiale dell’Umanità tutelato dall’Unesco. C’è una scelta di sentieri, che vanno dalle due-tre ore di caminata alle sei-otto. Una sorta di trenino su ruote mi accompagna al punto di partenza. Inizia l’avventura.
Agosto è il mese per eccellenza delle visite e l’area di 296 chilometri quadrati è davvero affollata. Turisti da ogni dove continuano a riversarsi per partire alle meravigliose scoperte di questo mondo a parte. Scelgo il sentiero dei laghi e delle cascate. Peccato che un cartello indichi che non ci si possa tuffare. Gli spruzzi d’acqua che arrivano dalle colate acquee mi fanno pensare a un tenativo di seduzione (ben riuscito) di Madre Natura.
Passano pochi minuti e subito m’imbatto in soffici anatre che felici sguazzano a ridosso di piccoli e grandi laghi (scavati nella dolomia, una pietra che noi italiani conosciamo molto bene poiché formano le montagne Dolomiti), muovendo le ali, starnazzando, e in attesa che qualche umano gli dia la merenda.
Il mondo floreale è davvero ampio. Conifere, larici, faggi, olmi, abeti. E lì in mezzo, un cosmo pulsante animale (cervi, lupi, orsi) e vegetale. Ci sono anche gli abitanti più piccoli come le farfalle (di cui si contano sedici specie), cicale canterine e libellule. Una di loro, per niente intimorita dai giganti bipedi, si poggia delicatamente su una foglia a pochi passi da me. Giusto il tempo per immortalarla e ringraziarla con un inchino.
Nell’ampio giro, c’è l’immenso Lagop Kozjak (lungo 2350 metri), attraversabile anche in battello, i Burgeti (tre piccoli laghi separati da barriere di Travertino), i laghi Superiori (gornja jezera) e quelli inferiori (donja jezera). Un’immensa e larga arteria acquea, habitat per pesci, anfibi e uccelli.
Lo ammetto. Per me il piatto forte sono loro. Le cascate. Come tuoni dal fresco frastuono, m’impossesso di tutta la loro azzurra potenza. Metto la testa sotto i loro flutti volanti. Mi bagno. Arrivo al Lago Galovac, il cui sentiero concduce alle cascate provenienti dai tre laghi superiori Malo, Vir e Batinovac.
Il giro sembra non finire mai. Che sia un mondo senza uscita? Credo di desiderarlo. E invece arrivo a un piccolo approdo dove un battello mi porterà dalla parte opposta del Kozjac. Lì in mezzo, l’isoletta Stefania che saluto con la mano in attesa di farci ritorno. Magari questa volta noleggiando una barca a remi, e scoprire da una nuova prospettiva il mondo del Parco Nazionale di Plitvice.

In traghetto dalla capitale storica della Dalmazia, Zara, in mezzo al blu dell’Adriatico, fino a entrare nell’arcipelago col maggior numero di isole (147) dell’intero Mar Mediterraneo.

Spiagge ghiaiose e rocciose. Sull’arcipelago dalmata c’è una piccola realtà situata a sud dell’isola di Rab (Arbe) e collegata con un ponte alla città di Zadar, patria di pizzi, saline e uliveti.

La partenza da Zara in ferry boat, e poi lo sbarco in una delle più incantevoli isole adriatiche, fra rilassanti passeggiate a ridosso del faro di Veli Rat e in silenziosa contemplazione dinnanzi all’antica cappella di Savar.