« Chiloè, l’isola che non c’è Nel maneggio di Venezia »


Chicago e il suo Park District 1

di

stampa stampa

La si può raccontare in molti modi Chicago. Per la sua storia, la sua architettura che ha fatto scuola, per il suo passato di cittadina di gangster, per il suo Loop, cuore di tutta l’attività economica e finanziaria della città, ma nulla come il suo distretto di parchi e giardini può farne cogliere appieno il suo senso più profondo, la sua stessa anima.

Chicago affascina e conquista, lentamente, svelandosi a poco a poco, come in un garbato corteggiamento, e alla fine ce se ne può innamorare o conservare solo un piacevole ricordo, ma mai rimanerne delusi.

Con lei, il dialogo più bello è quello che ha inizio nella sua interminabile pista ciclabile che percorre tutta la città da nord a sud, parallelamente alla Lake Shore Drive, attraversando i numerosi parchi della città e costeggiando il Lake Michigan.

La lunga pedalata ha inizio al Lincoln Park che ospita un bellissimo zoo, uno tra i pochi al mondo ancora gratuito. Vero paradiso per i più piccoli, e non solo, qui tra alberi e vasti prati, si possono ammirare molte specie animali provenienti da tutti i continenti, tra cui i meravigliosi esemplari di gorilla.

Scendendo verso sud, il verde punteggiato d’azzurro dei laghetti del Lincoln Park, lascia il posto alle distese oro della North Avenue Beach, l’inconfondibile spiaggia dallo stabilimento balneare a forma di transatlantico, fino a toccare, lungo la Gold Coast, la Oak Street Beach.

È così che si arriva, pedalando ancora, al Navy Pier, luogo tra i più popolari della città, dopo la sua riqualificazione nel 1995, che lo ha trasformato da squallido lastrone di cemento a crocevia di emozioni.

Ma è a Millenium Park, pochi chilometri più a sud, che sentirete la città parlarvi, e, se lo vorrete, corrispondenze di amorosi sensi. Varcata Randolph Street lo splendore di questo gioiello della città lascia senza fiato. È stupore quello che invade di fronte allo stupefacente intrecciarsi di fasce argentate del Jay Pritzker Pavillion, disegnato da Frank Gehry.

Difficile descrivere questa sorta di ultramoderna e gigantesca cornucopia dalla quale, nelle sere estive, traboccano, invece che frutta e denaro, suoni e musiche tra i più disparati, richiamo irresistibile per migliaia e migliaia di persone.

Si può godere dell’effetto sonoro unico creato dalle volute in titanio della struttura da uno dei 5 mila posti a sedere fissi del padiglione o sdraiati sul prato antistante del Pavillion che può ospitare persone per 3 volte tanto. Sopra di sé la volta celeste, e quella d’argento dei tubi di acciaio che tessono un guscio, a racchiudere palcoscenico e platea, pubblico e artisti, musiche e applausi. Più in là, i grattaceli della città si stagliano altissimi verso il cielo.

Nelle fresche sere d’estate, quando il sole è ormai sceso e il giardino del Pavillion si popola di Chicagoans (così sono chiamati gli abitanti della città), con i loro cestini da pic nic e quando la musica comincia a suonare, lo spettacolo è unico.

stampa stampa
LIBRI

Kitchen Confidential

"Kitchen Confidential" di Antony Bourdain - Feltrinelli Traveller, 2002

In vacanza con 80 dollari

"Zio Paperone in vacanza con 80 dollari" di Staff di IF - Mondadori, 1986



comment Lascia un commento a "Chicago e il suo Park District 1"

I campi contrassegnati da (*) sono obbligatori.



 





I Commenti più recenti
- Paolo Codo su Il giro del mondo in auto
- Paolo Codo su Il giro del mondo in auto
- Paolo Codo su Il giro del mondo in auto
- ysc1Roberto Scinardo tenghi su Enna, l’oro del Cavaliere
- Barbara Oggero su Palazzo di Cnosso, mito di Creta
- ALBERTO1 su Conca della Miorina, lungo il Ticino

Le ultime dal forum



SCELTI PER VOI

Viaggi

Slittata a cavallo in Val Passiria
di

Slittata a cavallo in Val Passiria - foto : Valle Lazins, slitta con cavalli © Luca Ferrari

Viaggio nel bianco delle montagne bolzanine. Dentro il bosco traboccante di neve intorno a Plan. Costeggiando le gelide acque del torrente Pfelderer Bach, fino a raggiungere la malga Lazins (1782 m s.l.m.).

Reportage

Celtica ’09, revival gaelico
di

Celtica ’09, revival gaelico - foto : Celtica '09, cerimonia di chiusura © Cristina Lessona

Ancora una volta la Valle d’Aosta è stata il cuore della grande adunanza celtica: cinque giorni intensi in cui il popolo di ieri è tornato a vivere nella poesia dei bardi e nella musica dei menestrelli.

Reportage

Celtica ‘07, la voce di un solo popolo
di

Celtica ‘07, la voce di un solo popolo - foto : Celtica: giochi di fuoco © Andrea Lessona

La musica rievoca il passato, stringe a sé i vicini, fa sentire uniti: è il suono della cornamusa, caldo, epico, intenso e diffuso, è il violino che lamenta antiche litanie, sono le percussioni che scandiscono il ritmo e il muoversi insieme come in uno solo.






il reporter raccontare oltre il confine è testata registrata presso il Tribunale di Vercelli n. 4/2010 | © 2007-2012 il reporter