Nel cuore della Valle d’Aosta c’è un bardo che racconta storie di un popolo che fu e che, immerso nella natura, ne ascolta le voci e le interpreta per gli uomini.
Con lui il druido, sacerdote e poeta che veniva iniziato a questa professione dopo un studio di oltre vent’anni e sette stadi successivi. Così trasmette – oralmente – la saggezza, per cercare il senso al vagare umano, propiziare gli Dei, favorire il buon esito di una battaglia, dare una risposta al linguaggio oscuro della natura. Con loro i guerrieri, uomini che esprimono il loro coraggio in battaglia e le donne che tessono e preparano decotti e vivande.
Tra le storie più belle raccontate nel secolare bosco di Peuterey a ridosso delle nevi perenni del Monte Bianco, vi è quella della loro origine che li vede divisi in gruppi dai diversi nomi (Britanni, Celti, Galli) dalle coste atlantiche che toccano la terra d’Irlanda, Scozia, Inghilterra, all’Europa continentale, alla Turchia, fino ai confini del Danubio. Sono i Celti, una popolazione indoeuropea, unita nella cultura, che non diede vita ad un impero: furono in contatto con i Germani, i Romani, gli Etruschi, che finirono, sia i primi, sia i secondi, per invaderli e sconfiggerli: dotati di una raffinata cultura di cui ancora oggi se ne annovera traccia nelle tradizioni, nella strumentazione agricola, nelle pratiche funerarie, furono i nostri antichi progenitori.
La Valle d’Aosta, terra di confine e di aspro passaggio, inanellata tra le vette più alte dell’Europa occidentale, nel suggestivo Massiccio del Monte Bianco (4810 mt. di altitudine) ospita , nel bosco di Peuterey, Val Veny (1500 mt.) la Festa che li celebra, la tredicesima edizione di Celtica, festa internazionale di musica, arte e cultura celtica, appuntamento atteso dai numerosissimi amanti di questa cultura, di appassionati e di semplici curiosi.
Celtica infatti è proprio questo: uno spazio aperto per tutti e di tutti nel cuore verde del bosco incontaminato, in cui si esibiscono artisti internazionali che per tre giorni si alternano in un palco allestito per l’occasione, di gruppi storici tra cui quella della Grande Orsa (valdostana e organizzatrice della manifestazione), il Clan Damhnor, lo Springall, Europa Antiqua, La Cerchia, Sagitta Barbarica che insediati in tende e vestiti alla “celtica” propongono una fedele ricostruzione della vita di questi antichi abitatori d’Europa, offrono stage gratuiti (la tessitura con il metodo delle tavolette, il tiro con l’arco storico) propongono laboratori per i bambini per imparare a scoprire il bosco e gli animali (passeggiate con pony e cavalli, sfilate notturne, attrezzati con piccoli lumicini alla ricerca di Gnomi e impronte di animali), stage di danze irlandesi, corsi di fisarmonica, arpa celtica e canto.
Tra gli artisti di quest’anno la storica presenza di Vincenzo Zitello, compositore e musicista raffinatissimo, pioniere dell’arpa celtica in Italia; gli scozzesi Kintyre schols Pipe Band, un gruppo di musicisti di cornamuse e tamburi, con un segno distintivo: essere giovanissimi (età massima diciassette anni); i canadesi Barrage, dieci artisti vitali ed espressivi che hanno scaldato il cuore nella fredda nottata di sabato 11 luglio; la Banda de Gaites Lacìn di Llanes in Austuria, per la prima volta in Italia.
I molti altri volti di Celtica 2009, oltre 500, si sono espressi negli appuntamenti itineranti di questa festa che ha coinvolto, come già nelle passate edizioni, la città di Courmayeur, Pré Saint -Didider, Chamonix, il borgo e il forte di Bard oltre al bosco del Peuterey.
E proprio qui che per tre giorni la Valle d’Aosta ha potuto ricordare le sue origini celtiche, senza rimpianti e nostalgie, solo con la passione di chi sa ammettere di essere qui di passaggio, ma sa rievocare, ovvero chiamare di nuovo verso sé le antiche storie e il percorso fatto da popoli e nazioni che in questo crocevia si sono incontrate, ieri come oggi.





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