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Capri, l’isola delle sirene di Ulisse - foto : Scorcio dei faraglioni di Capri, in Campania © Monica Genovese
Scorcio dei faraglioni di Capri, in Campania © Monica Genovese

Capri, l’isola delle sirene di Ulisse

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Uno scoglio in mezzo al mare. Lambito dalle azzurre acque nel golfo di Napoli e ristoro per il prode Ulisse. Capri. Meravigliosa isola campana, adagiata sul filo dell’acqua, di fronte alla penisola sorrentina e la cui bellezza è celebrata sin dai tempi antichi.

Una perla di origine carsica, separata dalla terraferma da uno stretto. Uscita, metaforicamente, dal pennello di un pittore che le dona tutti i colori conosciuti. Capri, il suo porticciolo gremito di viaggiatori e di pescatori, di turisti in visita accolti da tipici taxi, i vecchi Ape a tre ruote, che li accompagnano alle varie strutture ricettive che qui, proprio non mancano.

Capri, dalle coste frastagliate, dalle tante grotte e dai ninfei, e i suoi mille e più gradini per raggiungere la cima dell’isola, per affacciarsi dal suo rilievo Anacapri, per ammaliarsi davanti al panorama osservato dalla famosa piazzetta. Set di numerosi film. Capri e i suoi odori intensi di mare, basilico, pomodori, fichi d’india e ginestre, soffiati dal vento in ogni angolo dell’isola. Capri con i suoi balconi da cui scendono, a grappolo, peperoncini rosso fuoco.

I dedali di stradine, le salite impervie da condividere con qualche asinello che, di tanto in tanto, accompagnato da un isolano, porta ceste di prodotti o qualche forestiero che, stanco di camminare, approfitta di un passaggio.

I tavolini dei bar, dei caffè tra cui fare a zig zag per passare da una via all’altra, i ristoranti nei pressi del porto che preparano il pesce, immancabile nel loro menu. Le voci folkloristiche degli abitanti. La confusione dei mercati, dei negozi, delle botteghe di artigianato locale. La brezza marina che entra nelle narici e nella pelle. Il sapore della salsedine sulle labbra. Tutto qui, in questa terra mitologica, è pittoresco.

Nessuno può resisterle. La sua bellezza, il suo fascino, le sue vivaci tinte, il suo paesaggio la rendono unica. E’ il sogno proibito. La meta agognata. Il desiderio di Ulisse. Nel XIX secolo un gruppo di letterati, infatti, pare riconoscere nelle spiagge di Capri i luoghi descritti da Omero nell’Odissea. Luoghi in cui Ulisse sosta attirato dal melodioso e ingannatore canto delle sirene.

I famosi faraglioni, tre picchi rocciosi a poca distanza dalla riva, creano una suggestiva e affascinante scenografia. Il sole riflettendosi sul mare disegna luci argentee attorno ai faraglioni che sembrano vestirsi di piccoli diamanti. “Loro”, qui sono “di famiglia” e per questo hanno un nome. Il primo si chiama Stella, il secondo Faraglione di Mezzo e il terzo Faraglione di Fuori o Scopolo, ovvero promontorio sul mare.

I principali centri abitati dell’isola si concentrano ad Anacapri, a Marina Grande e a Marina piccola dove le spiagge sono, spesso affollate dai bagnanti portati dai traghetti. Che sia o meno l’isola omerica, Capri anche senza sirene, non lascia scampo ad alcuno. Attrae come una calamita.

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LIBRI

Scampia trip

"Scampia Trip. Restare e (R)esistere a Scampia" di De Cataldo, Braucci, Sanzone, Corona, Cerullo, Esposito La Rossa, Valletti, Emma, Ferulano, Pierro, Varriale, Verde, Vicario, Zoppoli, Malinconico, Bifulco, Manganiello - ND, 2010

Napòlide

"Napòlide" di Erri De Luca - Libreria Dante & Descartes, 2006



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