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Calabria, la Costa degli Dei

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Il tempo passa. Scandito non dal regolare ritmo di una lancetta, ma da passi lenti e ignoti. Vola su coste bagnate dallo stesso mare. Acque che sfiorano un paesaggio mutato dai secoli e dall’uomo.

Sembra che le case, a Pizzo (VV), abbraccino, gelose, le spiagge su cui si affacciano. Finestre e portoni, simili a scrigni nascosti, accolgono l’immagine di una natura inviolata. Il paese, situato sul promontorio de “lu Pizzu”, assume lo stesso splendore del mare mattutino. L’alba, qui, discioglie i suoi colori per vestirsi di sole.

Sono sulla Costa degli Dei. Il paesaggio parla. Il suo è un invito insistente. Ripetuto. Mi lascio tentare. Capo Vaticano è il punto di partenza di una breve, ma intensa, avventura.

La cartina che ho tra le mani indica diversi luoghi da visitare. Ascolto i suggerimenti di un anziano abitante di Ricadi (VV), che mi invita anche ad assaggiare la ‘nduja, un prodotto tipico calabrese fatto di carne suina e peperoncino.

La giornata è calda. Il sole sembra voler colorare il cielo di luce.

Le stradine di Pizzo attraversano, vivaci, il paese, per ritrovarsi, poi, in riva al mare. Suggestive scogliere incoronano la località, nota anche per il tipico tartufo, dolce-gelato al cioccolato e alla nocciola. Decido di fare una sosta per assaggiarlo. Tradizioni e sapori sono guide davvero eloquenti.

Gli abitanti del posto mi consigliano di raggiungere piazza Umberto I, presso la quale è situato il castello Murat, fatto erigere, nel 1486, da Ferdinando I d’Aragona. L’edificio, immobile nella sua misteriosa imponenza, conserva, nelle antiche mura, brandelli di storia.

Rapita da questi affascinanti squarci di tempo, mi dirigo verso la periferia settentrionale di Pizzo, dove si trova la chiesetta di Piedigrotta, eretta, alla fine del XVII secolo, da un gruppo di marinai scampati ad una tempesta. Scavata nel tufo e situata in riva al mare, fu affrescata ed impreziosita da statue, anch’esse in tufo.

Pochi chilometri separano Pizzo da Tropea. Durante il breve tragitto, la mia attenzione viene catturata da una spiaggia i cui colori sono insolitamente intensi. L’acqua è così trasparente che dalla strada riesco a vedere il fondale. Una grande roccia, intenta a proteggere le bellezze circostanti, siede nell’acqua. Si tratta del faraglione “la Pizzuta”, in località Parghelia.

Mi rimetto in macchina. Non riesco più a distinguere cielo e mare, fusi in un azzurro quasi irreale. Inseguo nuvole di pietra. In lontananza s’intravede un edificio collocato su un alto scoglio. È la chiesa di Santa Maria dell’Isola. Avevo notato l’immagine dell’antico monastero benedettino su alcune cartoline. Sono a Tropea.

Nonostante sia ora di pranzo, non riesco a trovare un posto dove lasciare la macchina. Mi allontano dalla spiaggia e parcheggio in una via del centro. Qui i negozi sono aperti fino a tarda notte. Un pappagallo saluta i passanti dalla soglia di una bottega. Le ore passano in fretta e la sera sorprende una città che non vuole addormentarsi.

Ritorno a Capo Vaticano. La luna illumina lo Stromboli. Nuvole di fumo circondano il vulcano. Ma questa è un’altra storia.

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LIBRI

Diario di un viaggio a piedi

"Diario di un viaggio a piedi" di Edward Lear - Rubbettino Editore, 2009

A Stromboli

"A Stromboli" di Lidia Ravera - Laterza, 2010



8 commenti a “Calabria, la Costa degli Dei”

  • caterina alle ore 10:07 am scrive:

    Grazie per l’attenzione rivolta alla Calabria e per quanto ho appena letto.
    Per me la Calabria è, e rimane, una magnifica ossessione anche se, nel tempo, ho imparato ad amarla senza pormi domande.
    L’amore è comprensivo di tutto e chi ama non si pone domande.

    Grazie davvero
    caterina

  • Salvatore Tripaldi alle ore 10:17 am scrive:

    Ciao, molto bello l’articolo.
    Per tutti i nostalgici della Costa degli Dei, mi permetto di suggerire un bellissimo foto-tour virtuale panoramico a 360 gradi della costa:
    http://www.tropea.biz/_spiaggetour/spiaggetour_fp.htm

  • anna Maria Colonna alle ore 3:18 pm scrive:

    Chi ama non si pone domande… hai detto bene, caterina. Ma quello che io mi chiedo è come facciano molti a non amare questi splendidi luoghi che l’Italia possiede? Ringrazio i lettori per l’attenzione dedicata a il reporter e all’articolo. Anna maria

  • Lucio alle ore 2:28 am scrive:

    Scrivi delle cose bellissime sulla costa degli Dei e su Tropea e lo fai con un romanticismo che mi ha commosso. Amo Tropea più di ogni altra cosa al mondo e con essa l’intera costa da Pizzo a Nicotera. Ho un blog, nato da quest’amore e che ti segnalo perché ritengo sia, se pur ancora incompleto, un buon blog per conoscere Tropea, la costa degli dei e qualcosa anche della Calabria. Ci sto inserendo di tutto, dalle fotografie alle news, passando per la cronaca, i ristoranti, i video delle spiagge, le informazioni pù varie, le tradizioni e le ricette tipiche del posto.

  • anna Maria Colonna alle ore 2:57 pm scrive:

    Ragazzi, grazie a tutti per i vostri commenti… l’unica cosa che posso aggiungere è quella di continuare ad amare e, soprattutto, a rispettare questi bellissimi luoghi perchè possano continuare a rimanere incontaminati… a presto. Anna Maria

  • Capo Vaticano alle ore 8:47 am scrive:

    Leggere queste righe mi onora di essere calabrese. Grazie ancora Anna Maria.
    La Calabria e i Calabresi ti vogliono bene.

  • Tropea alle ore 10:08 am scrive:

    Ciao, complimenti per l’ articolo.

  • Anna Maria Colonna alle ore 4:38 pm scrive:

    Grazie, spero di tornare in Calabria prossimamente per rivivere le sue immense bellezze.

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