Fermi davanti alla scacchiera, i due signori studiano in silenzio le mosse dell’avversario e delle rispettive pedine. La quiete della scena è interrotta dall’ingresso di un rumoroso gruppo di ragazzi. Difficile per gli scacchisti stabilire da che parte arrivino: una fitta coltre di vapore appesantisce l’aria circostante. Nonostante i 4 gradi di temperatura, tipici del rigido inverno ungherese, tutti sono in costume da bagno. Ma niente paura: a proteggerli ci pensa l’acqua bollente delle terme neobarocche Szechenyi, a Budapest.
Una favorevole congiuntura geologica ha reso i due lati della “Parigi sul Danubio”, come molti chiamano la capitale magiara, vere e proprie Spa all’aperto. Il punto d’incontro tra la collina di Buda e la piana di Pest ha dato origine ad una faglia dalla quale sgorgano acque minerali dalle svariate proprietà curative. E la tradizione termale ungherese ha radici antichissime.
Sull’area dell’odierna Òbuda, periferia nord della città, un tempo sorgeva Aquincum, insediamento legionario dei romani. Che hanno trasmesso al popolo, nel corso dei secoli, la passione per la cura del corpo, declinata in maniera divertente, rilassata e conviviale. Con la successiva dominazione ottomana, durata dal 1541 al 1686, le terme di Budapest si sono convertite in veri hammam e, ancora oggi, sono visibili tracce di quella cultura in diverse terme cittadine.
Ne sono un esempio i bagni Rudas, costruiti nel XVI secolo. Come nella tradizione islamica, non ci sono vasche comuni: il complesso principale è riservato agli uomini e presenta una piscina ottagonale protetta da una cupola stellata e sorretta da otto colonne verdi. Oggigiorno i bagni restano aperti anche il venerdì e sabato sera e sono diventati punto d’incontro di tutta la gioventù “alternativa” di Budapest, che si raduna qui per passare una sera piacevole e insolita.
La mezzaluna mussulmana svetta dalla collina di Buda, ad annunciare in tutta la sua maestosa bellezza il bagno Kiràly (Re in ungherese): un’atmosfera magica si respira in questa struttura. Le quattro cupole traforate lasciano filtrare una luce tremolante, che conferisce a questi spazi una suggestione particolare. Il complesso, costruito nel Medioevo e ristrutturato in epoca ottomana attingeva, attraverso un canaletto di pino rosso, le proprie acque dal vicino bagno Lukàcs, ritrovo prediletto dei letterati ungheresi.
Il viaggio all’insegna del benessere non può non fare tappa alle stupende terme Gellèrt. Qui sono i fasti del Liberty a farla da padrone: mosaici, ampie e luminose vetrate, statue e colonne di marmo dalla volute neoclassiche, fanno bella mostra di sé. Dove una volta sorgeva un ospedale medievale termale, sono state costruite piscine e persino un lussuoso hotel quattro stelle. Spesso i visitatori si “accontentano” di sorseggiare un caffè sulla terrazza, pur di poter vivere per un istante quella magia eterna.
Io invece decido per l’azione e immergendomi nell’acqua calda, lascio per un momento tutti i pensieri dietro di me.





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