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Brixellum, l’antica Brescello - foto : Brescello (Re), Museo Archeologico © Federico Roiter
Brescello (Re), Museo Archeologico © Federico Roiter

Brixellum, l’antica Brescello

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Il rumore dei carri sul selciato. La solennità delle cerimonie. La pietra incisa. L’uomo tramanda l’uomo. Per un momento dimentico le avventure guareschiane di Don Camillo e Peppone, andando ancora più a ritroso nel tempo. A cercare le origini delle prime società umane sul territorio emiliano. Faccio dunque il mio ingresso nel Museo Archeologico dell’odierna Brescello per scoprire, comprendere e imparare.

Città strategica l’antica Brixellum, fondata all’incirca ventisei secoli fa. Situata lungo una delle principali vie commerciali della Pianura Padana, la sua posizione gli permetteva di controllare i traffici lungo l’asse fluviale del Po. Non c’è da stupirsi nell’apprendere che diverse e importanti civiltà vi si stabilirono.

Le prime notizie storiche su Brescello sono da attribuirsi a insediamenti etruschi, dal VII al V secolo a.C. All’epoca del primo nucleo abitativo, il suo territorio si estendeva oltre l’attuale confine con Parma, a ovest, e comprendeva il territorio dell’attuale comune di Boretto a est.

Brixellum fu fondata attorno al IV sec. A.C. dai Galli Cenomani (popolo della Gallia Cisalpina). Cinque secoli dopo arrivarono i Romani che attuarono una nuova organizzazione del territorio con bonifiche, strade e un’opera di centuriazione ancora oggi visibile. Brixellum, di cui Plinio (Nat. Hist. III, 15, 115) fu il primo a parlarne, divenne un’importante riferimento medio padano, di grandissima importanza assieme alle vicine Regium Lepidi e Tannetum.

Un patrimonio non indifferente, che a partire dai primi anni del ‘900 iniziò a emergere grazie a scavi nell’area. Nel 1929 poi, durante i lavori per la bonifica Parmigiana – Moglia, nei dintorni di Boretto, a oltre due chilometri da Brescello e a poca distamza dall’antica strada che dal centro romano andava verso est, seguendo il corso del Po, fu trovato il Monumento dei Concordi (oggi esposto nel Museo Civico di Reggio Emilia), una delle necropoli della città.

Col tempo, altre campagne di scavo furono promosse sul territorio centrale del paese, l’ultima delle quali nel 2004, all’interno del cortile della Scuola Elementare. Durante la costruzione di questa (1911-13), fu scoperta una domus. Una casa signorile all’interno della quale quattro dei cinque ambienti presentavano mosaici pavimentati con tessere bianche e nere. Solo due però furono recuperati e ora esposti.

Eccomi dentro il museo. Tra i reperti più interessanti, seppur meno blasonati, in particolar modo per la loro storia e utilizzo, sono le anfore. Non solo contenitori per il trasporto di olio, vino e altre derrate, ma ingegnose e resistenti strutture nel campo dell’idraulica e delle costruzioni. Ideali per risolvere problemi di varia natura tipici delle pianure alluvionali.

Austerità e importanza emergono dalle due statue senza testa, appartenenti ai monumenti funerari, ritrovate nell’800. La veste e l’anello sono testimonianze che rimandano all’età romana. C’è anche una stele originale di età latina. I pochi frammenti staccati non ne hanno intaccato la compattezza lapidea. Metafora perfetta per una città come Brescello.

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LIBRI

Dalla nebbia alle nuvole

"Dalla nebbia alle nuvole – In bici verso il Tibet" di Bernardo Moranduzzo, Marcella Stermieri - http://dallanebbiallenuvole.net, 2010

Il sole sorge sul Vietnam

"Il sole sorge sul Vietnam" di Lorenzo Mazzoni e Tommy Graziani - Edizioni Kult Virtual Press, 2005



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