Reportage
Barcellona, Palacio Episcopal de Astorga - Foto tratta da Wikipedia
Barcellona-Gaudì, il ballo dei giganti
L’allegria del ballo de gigantes ci contagia, alti personaggi vestiti sontuosamente sono mossi da chicos y chicas che a turno si nascondono sotto i loro abiti. La muyer gigante balla proprio bene mentre volteggia mostra il suo mazzolino di fiori. La segue il suo cavaliere prode guerriero con la spada al fianco; oggi en plaza Nova è bandita la tristezza.
Una Cap-grosas si avvicina per darci simpaticamente la mano e poi va dietro a loro per le strade che portano ovunque nel tempo. La grande facciata della Cattedrale, le grondaie dalla cui bocca a doccia cade l’acqua dopo la pioggia, la via del Vescovo, il ponte sospeso che ricorda quello di Venezia.
Uno sguardo appena al chiostro molto fresco, sorgenti di acqua verde e le dodici oche bianche consacrate a Santa Eulalia. E quella cos’è? he strano, è proprio una buca per lettere veramente singolare, su di essa sono scolpite rondini, una bilancia e una tartaruga
Negozi di antiquariato, l’antica fabbrica tessile. La Plaza del Rey, il Tinello famoso per la festa tenuta in onore di Colombo e via per la stretta Calle Paradis,la via delle stelle si sa è sempre difficile, ma è così bello questo giorno dedicato all’allegria. E ora, scusate, anche a me è venuta voglia di ballare.
Barcelona: una emozione. Tre emozioni. Dieci, cento emozioni. Il suo incanto è anche merito di un hombre espanol che con la sua genialità realizzò sogni architettonici: Antonio Gaudì. La sua divisione dello spazio che supera i limiti del definito per aprirsi nuovamente verso altri orizzonti univa forza e delicatezza.
Sembrano i castelli fatti al mare e dipinto con i sogni più belli, di quando eravamo bambini. Sta pensando ad alta voce Isabella mentre passiamo per i cancelli stupendi del parc Guell.
La tavola continua la scalinata. La rana gigante. Il grande arco, la selva di colonne e in alto le grandi panchine a curve profonde che si rincorrono per un interminabile cerchio da mille e una notte.
Colori, vetri, bottiglie e pezzi di ceramica creano contorni di fiori. Giochi geometrici. Anticipazioni ardite della pittura astratta e surrealistica. Antonio Gaudì. Mi ritornano chiaramente alla mente le sue meraviglie: la Cascada de la Ciudadela, las tarolas de la Plaza Real, la Sagrada Famiglia e penso: a Barcelona ho conosciuto il grande ombre Gaudì
Tanto più non conosciamo le cose, quanto più quando le scopriamo e ci piacciono, ne veniamo colpiti e così accade en Barcelona, quando i miei occhi videro i messaggi lasciati da Gaudì
La sua fantasia sempre diversa conteneva la mia. Ed io, come bambina mi lasciavo cullare da essa perché nei sogni miei non ricordavo di aver ideato castelli più belli di quelli fatti dal genio Gaudì.





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