Il tramonto ne delinea i contorni, infuocandoli. Le sue mura risplendono nell’intensità del crepuscolo sino a vibrare. E’ un attimo infinito che ogni giorno riporta in vita l’antica Bam.
Costruita lungo la Via della seta, nel sud-est dell’Iran, intorno al VI secolo a. C., la Fortezza di fango è oggi una bellezza sfregiata dalla forza spietata del terremoto.
Era la notte del 26 dicembre 2003 quando la terra si è squarciata e ha inghiottito 40 mila persone, lasciandone altre 70 mila senza casa.
La maggior parte delle vittime è morta sepolta e soffocata, nonostante gli aiuti e i soccorsi arrivati da tutte le parti del mondo.
Il sisma di magnitudine 6,3 della scala Richter si è portato via gran parte degli edifici moderni, eretti proprio vicino a quelli più originali.
La tripla cinta muraria, il caravanserraglio, le moschee e il castello, edificati tra il ’500 e il ’700, formavano una città medievale unica e irripetibile per la sua bellezza.
Ora ci sono resti cadenti che trattengono il ricordo dell’antico splendore. E che con forza e tenacia gli abitanti vogliono preservare dall’avanzata della sabbia.
I mezzi sono pochi, il denaro ancora meno. Ma molti confidano nell’intervento dell’Unesco che dal 2004, a un anno dal terremoto, ha inserito Bam nel patrimonio a rischio.
L’Organizzazione delle Nazioni Unite ha già strutturato un piano di ricostruzione per preservare e riedificare l’antica città.
Grazie alla collaborazione con le autorità iraniane e sfruttando la documentazione preesistente del vecchio impianto urbanistico il progetto procede. Anche se a fatica.
Intanto la cittadella, la più grande struttura in mattoni al mondo, rivive ogni giorno al crepuscolo, mentre i riflessi della sue mura risplendono nel deserto di Lut.




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Dobbiamo ricostruirla…impegnatevi
Gentile Cosimo,
grazie per il tuo commento.
Anche io, come te, spero che un tale patrimonio storico-culturale non vada perso. Impegnamoci insieme.
Grazie!