Alla fine sembra che ci sia l’anno zero e poi subito Fidel Castro. No, non siamo impazziti, ma il respiro di San Cristóbal de La Habana, al secolo Avana sembra veramente fuori dal tempo.
Eppure le pagine della Storia hanno molto da raccontare sulla capitale cubana prima che il famoso barbuto Líder máximo prendesse il controllo della rivoluzione.
Addirittura il vagito della città non risuonò originariamente nel luogo geografico che noi tutti gli attribuiamo.
Infatti il conquistatore spagnolo Diego Velázquez de Cuéllar fondò l’Avana nella parte meridionale dell’isola, non lontano dall’attuale città di Surgidero de Batabanó, per poi traslocarla nel 1519 nella posizione attuale vicino alla Baia di Carenas.
La sua importanza non sfuggì alla nazione madrilena che la incoronò porto e colonia più importante tra i suoi possedimenti nel nuovo mondo.
Prima dell’arrivo delle mani guantate della corona inglese conobbe da molto vicino le nefaste prodezze dei bucanieri che, a differenza dalla loro rappresentazione cinematografica, non accendevano cuori, bensì di fuoco e fiamme tutto ciò che incontravano.
Le catene della schiavitù tintinnarono grazie all’arrivo degli inglesi che importarono in loco migliaia di poveri africani.
Avana diventò ben presto anch’essa merce di scambio con l’attuale Florida e meta per i night clubs che nel frattempo erano banditi negli Stati Uniti sotto le sferzate del Proibizionismo degli anni ’20.
Gli stili delle case, in bilico perenne tra un passato coloniale un presente e un futuro votato al tentativo di ammodernamento, raccontano il resto della storia. Una rivoluzione che, come tutte le rivoluzioni, scivolano spesso nella reazionarietà.
Nonostante tutto è suggestivo recarsi dove l’idea di cambiare il corso delle cose è cresciuta.
Duecento anni di storia si poggiano sulle fondamenta della storica Università de L’Avana, centro del pensiero rivoluzionario.
L’Unesco ha poi posto la firma sulla bellezza delle rughe di questa città: la Habana Vieja mostra al visitatore tutta la bellezza di un passato segnato dalla dominazione europea.
Dal 1700 esce il palacio de los Marquéses de Aguas Claras che fa coppia con il suo coetaneo palacio de los Capitanes Generales, sito nella Plaza de Armas.
Ma la magia non finisce solo sulle facciate dei palazzi. I passi di Ernest Hemingway risuonano ancora nel caratteristico locale Bodeguita del medio.
Un suono che solo l’orecchio attento può ascoltare. Dove l’anima di una città supera ciò che la Storia ha scolpito sulle sue pagine.





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