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Aspettando l’autobus sul Mar Morto - foto : Il Mar Morto © laura padgett
Il Mar Morto © laura padgett

Aspettando l’autobus sul Mar Morto

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Guardando l’orizzonte, in attesa.

Gli occhi che si perdono sulla distesa dell’acqua, dove tutto lievita, rimane in superficie.

Il mare, che in verità è un lago, è situato tra il territorio della Cisgiordania e la Giordania. Terra d’amore, di rabbia e di lutti. Terra disperata e silenziosa. Le macchine passano, l’acqua è limpida e immobile. Sotto la banchina un uomo si perde nella distesa riflessa dal sole.

Il mar Morto si trova nella depressione più bassa della Terra: 398 metri sotto il livello del mare. Lungo 76 km e largo 16, ha una superficie di 1.000 kmq.

L’acqua è troppo salata e per questo non ci sono pesci, né alghe. Da qui il nome mar Morto.

È un lago terminale che per migliaia di anni ha raccolto le acque del fiume Giordano, del fiume Arnon e di altri corsi d’acqua di minore importanza.

Grazie all’elevata salinità, che raggiunge la saturazione nella parte sud, meno profonda e quindi più esposta all’evaporazione solare, le acque del Mar Morto vengono usate per la produzione di cloruro di potassio sia da società israeliane che giordane.

Sodoma, l’antica città nominata nella Bibbia, pare fosse situata nei pressi del Mar Morto.

Nell’Antico Testamento si narra della distruzione di questa città e di Gomorra per opera divina, a causa dell’empietà dei suoi abitanti.

La nuova Sodoma è una zona industriale sulla riva occidentale del Mar Morto. Nelle vicinanze, esiste un’altura chiamata Monte di Sodoma, che secondo alcuni archeologi corrisponderebbe al sito dell’antica città. Miti, realtà, superstizioni.

L’acqua del Mar Morto è talmente salata da permettere a chiunque di galleggiare senza problemi. Anche i problemi galleggiano, specchio di uno sfacelo politico e umano, il mare salato (come amano definirlo gli arabi) proietta i disagi infiniti che le popolazioni di questa terra devono vivere.

Passa una jeep militare, l’acqua è ancora limpida e immobile. Sotto la banchina più uomini stanchi si perdono nella distesa riflessa dal sole.

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Vogliamo vivere qui tutte e due

"Vogliamo vivere qui tutt’e due" di Amal Rifa’i e Odelia Ainbinder - Tea, 2003



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